di Velia Iacovino

Gli Stati Uniti progettano uno scambio di territori tra Russia e Ucraino  e marginalizzano il ruolo europeo

trump putinÈ ufficiale: Volodymyr Zelensky non sarà presente al vertice che vedrà Donald Trump e Vladimir Putin affrontarsi il 15 agosto ad Anchorage, in Alaska. Una decisione che ha suscitato sorpresa e sconcerto, ma che risponde a una precisa strategia politica. Nonostante il forte pressing congiunto dei Paesi europei, il presidente americano ha scelto di procedere unilateralmente, relegando la Ue e i suoi alleati ai margini del negoziato. Trump ha chiarito senza mezzi termini che la pace sarà possibile solo se l’Ucraina accetterà uno “scambio di territori” con la Russia, una condizione non negoziabile per lui e in netto contrasto con la ferma opposizione di Zelensky. Il presidente ucraino, da parte sua, ha ribadito che nessuna concessione territoriale convincerà Mosca a interrompere il conflitto, rilanciando la richiesta di un sostegno più deciso da parte di Bruxelles.

L’Europa, pur impegnata in un fitto calendario di consultazioni diplomatiche — dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen al cancelliere tedesco Friedrich Merz, dal premier italiano Giorgia Meloni al presidente francese Emmanuel Macron — non è riuscita a ottenere alcun riconoscimento concreto da Washington. Le chiamate e le videoconferenze con i leader europei si sono infrante contro un muro di esclusione deciso da Trump, che ha preferito bypassare completamente i suoi alleati.

L’inquilino della Casa Bianca ha infatti escluso qualsiasi vertice trilaterale con la partecipazione di Zelensky, annunciando che parlerà esclusivamente con Putin per “dirgli di mettere fine alla guerra”. Ha inoltre precisato che, se si arriverà a un accordo “equo”, ne informerà prima Europa, Nato e Ucraina, ribadendo però il suo ruolo di arbitro esclusivo nelle trattative.

Non solo. Trump ha difeso la scelta di ospitare l’incontro in territorio americano, definendola una forma di rispetto verso il presidente russo, mentre l’Europa resta ignorata e marginalizzata nel processo decisionale. Con questo atteggiamento, gli Stati Uniti confermano di considerare l’Europa un attore secondario e poco rilevante nelle questioni di sicurezza continentale.

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