di Carlo Longo
Il governo modifica il decreto Sport dopo le osservazioni del presidente Mattarella. Soppressi gli articoli contestati, salvato il calendario parlamentare e scongiurato lo scontro con il Colle
Il governo ha scelto una linea di prudenza costituzionale sul decreto Sport. Dopo l’approvazione in seconda lettura al Senato, l’esecutivo ha accolto integralmente le osservazioni del presidente Sergio Mattarella, evitando così un potenziale conflitto istituzionale. Le perplessità del Colle si concentravano su due disposizioni ritenute critiche all’interno degli articoli 11 e 9-quater del testo normativo.
Modifiche al testo: soppressi i punti contestati
In risposta ai rilievi del Quirinale, la commissione Bilancio del Senato ha approvato due emendamenti soppressivi. Il primo, proposto dal relatore Andrea Paganella (Lega), ha eliminato i commi controversi dell’articolo 11, mentre il secondo, a firma di Giorgio Salvitti (Fratelli d’Italia), ha cancellato il contenuto dell’articolo 9-quater.
Ora il decreto torna alla Camera dei deputati per la terza e ultima lettura, prevista entro il 6 agosto.
I nodi costituzionali: accesso alla PA e competenza dei giudici
Il presidente Mattarella aveva espresso dubbi in merito a due punti specifici dell’articolo 11. Il primo prevedeva assunzioni a tempo determinato di personale proveniente direttamente dalle federazioni sportive all’interno della commissione di vigilanza sui bilanci di società calcistiche e cestistiche: un meccanismo che, secondo il Colle, violava il principio costituzionale del concorso pubblico.
Il secondo punto criticato riguardava l’attribuzione al giudice ordinario, invece che al Tar, della competenza sulle controversie legate ai contributi versati alla commissione da parte di federazioni e società. Una modifica giudicata impropria per un decreto-legge, che per natura dovrebbe contenere solo misure urgenti.
Il caso Sport e Salute e la gestione degli eventi
Anche l’articolo 9-quater è stato ritenuto problematico. La norma prevedeva che, in caso di finanziamenti statali superiori a 5 milioni di euro per eventi sportivi di rilievo nazionale o internazionale, fosse Sport e Salute S.p.A. a occuparsi della gestione. Sebbene introdotta per uniformarsi alla nuova governance delle ATP Finals e dell’America’s Cup, la disposizione è stata ritenuta da Mattarella non sufficientemente motivata sul piano dell’urgenza.
La sua cancellazione ha trovato d’accordo anche alcune voci critiche all’interno dello stesso mondo sportivo, come il presidente della FITP, Angelo Binaghi.
Iter salvo, vacanze salve
Con la modifica del testo in Senato e il ritorno alla Camera, è stata evitata una crisi istituzionale che avrebbe potuto bloccare l’approvazione definitiva del decreto entro la scadenza del 29 agosto. Se il governo avesse ignorato i rilievi del Quirinale, il presidente della Repubblica avrebbe potuto rinviare il testo alle Camere, costringendo il Parlamento a un rientro anticipato in pieno agosto per evitare la decadenza del provvedimento.
Invece, grazie alla mediazione politica e al rispetto dei principi costituzionali, il calendario parlamentare resta invariato. E anche le ferie dei parlamentari, almeno per ora, sono salve.
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