di Mario Tosetti
La nomina del nuovo sovrintendente del Teatro di San Carlo si complica: il sindaco Manfredi sconfessa la proposta fatta da tre membri del CdI in sua assenza. Scontro istituzionale in vista

Il previsto Consiglio di Indirizzo della Fondazione Teatro di San Carlo, convocato per questa mattina, non si è tenuto. L’incontro è stato rinviato a causa di un impegno istituzionale del presidente Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e a capo della Fondazione, impegnato a Roma per partecipare alla Cabina di regia sul progetto di riqualificazione di Bagnoli. In sua assenza, nessuna decisione ufficiale è stata presa sulla nomina del nuovo sovrintendente.
Un vertice informale e controverso indica Macciardi
Nonostante la mancata convocazione formale, tre dei cinque membri del Consiglio di Indirizzo – due rappresentanti del Ministero della Cultura e uno della Regione Campania – si sono riuniti autonomamente e hanno espresso la preferenza per Fulvio Adamo Macciardi come futuro sovrintendente. Il maestro, ex guida del Teatro Comunale di Bologna e attuale presidente dell’associazione nazionale delle fondazioni lirico-sinfoniche, è stato indicato con un verbale redatto su carta bianca, senza che vi fosse il quorum legittimo previsto dallo Statuto della Fondazione.
Manfredi interviene: “Nessuna nomina è stata formalizzata”
L’intervento del sindaco Manfredi è arrivato in tempi rapidi. In una nota ufficiale ha dichiarato che il Consiglio non si è mai svolto e che non vi è alcuna designazione formalmente valida. La riunione, secondo il primo cittadino, non avrebbe alcun valore statutario, e ogni indicazione trasmessa al Ministero della Cultura sarebbe quindi da considerarsi priva di legittimità. Il suo messaggio è chiaro: per un ruolo così centrale come quello del sovrintendente del San Carlo, non possono esserci forzature.
Dubbi di legittimità: cosa dice lo Statuto
Le perplessità sulle modalità con cui è stata avanzata la candidatura di Macciardi si fondano sull’articolo 16 dello Statuto della Fondazione. Il documento stabilisce che i verbali devono essere redatti dal Segretario del Consiglio, firmati dal Presidente e conservati in un registro ufficiale. Inoltre, la convocazione del CdI deve avvenire tramite comunicazione formale da parte del Presidente almeno cinque giorni prima, salvo urgenze. Nessuna di queste condizioni sarebbe stata rispettata nella “riunione parallela”, portando a parlare apertamente di una violazione procedurale.
Le divisioni dietro le quinte
Fulvio Macciardi, figura di spicco nel panorama lirico nazionale e sostenuto da ambienti vicini al sottosegretario Gianmarco Mazzi, non è mai stato la prima scelta di Manfredi. Il sindaco sembrava orientato verso una nomina in continuità con la precedente gestione, evitando rotture. A luglio, il Consiglio aveva deciso di rinviare la selezione per valutare ulteriormente i curricula ricevuti tramite una manifestazione d’interesse aperta, lasciando comunque spazio ad altre ipotesi.
Il rischio del ricorso alle vie legali
L’ennesimo strappo nella gestione del Teatro San Carlo rischia di finire nelle aule dei tribunali. Il caso ricorda da vicino la vicenda di Stéphane Lissner, rimosso da sovrintendente con una norma ad hoc che escludeva gli stranieri over 70 da incarichi pubblici, salvo poi essere reintegrato per decisione della giustizia amministrativa. Anche in questo caso, la prospettiva è che la scelta della futura guida dell’istituzione culturale simbolo di Napoli venga decisa più per via giudiziaria che per accordo politico.
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