di Aisha Harrison

Mentre le misure introdotte dal presidente statunitense aumentano i costi per i consumatori, la Casa Bianca considera la possibilità di compensare le famiglie più vulnerabili, suscitando dibattiti politici e preoccupazioni economiche

 

Con l’entrata in vigore, dal 7 agosto, di nuovi dazi che colpiscono acciaio, prodotti farmaceutici, formaggi e vino, l’amministrazione Trump torna al centro del dibattito economico. Se da un lato i dazi hanno generato entrate record per il Tesoro, dall’altro hanno aumentato il costo della vita per i consumatori americani, con una stima di perdita media di $2.400 per famiglia nel 2025.  In risposta a queste pressioni, Trump ha proposto di utilizzare parte delle entrate tariffarie per distribuire dividendi alle famiglie a medio e basso reddito, un’idea che ha suscitato entusiasmo tra i sostenitori e scetticismo tra i critici.

Il piano, sostenuto da alcuni esponenti del GOP come il senatore Josh Hawley, prevede un rimborso minimo di $600 per adulto e bambino, con la possibilità di aumenti se le entrate superano le previsioni . Tuttavia, molti senatori repubblicani hanno respinto la proposta, preferendo destinare le entrate al ridimensionamento del debito pubblico, che ha superato i 36 trilioni di dollari . Inoltre, alcuni esperti economici avvertono che l’aumento dei dazi potrebbe avere effetti negativi sull’economia, come l’aumento dei costi per le imprese e una possibile perdita di posti di lavoro. In questo scenario, la proposta di Trump appare come un tentativo di bilanciare gli effetti negativi dei dazi, cercando di sostenere le famiglie più vulnerabili. Tuttavia, la sua realizzazione dipenderà dall’approvazione del Congresso e dalla capacità dell’amministrazione di gestire le implicazioni economiche e politiche di una tale misura.

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