di Carlo Longo
I nuovi dazi imposti dagli Stati Uniti sull’Unione Europea avranno un impatto significativo sull’economia italiana. Scopri quali settori sono più esposti e cosa prevede il governo italiano per contenere i danni
Le tariffe doganali introdotte dagli Stati Uniti, in attesa della dichiarazione congiunta prevista entro l’1 agosto, cominciano già a far sentire i propri effetti sull’economia italiana. I dati Istat relativi al secondo trimestre dell’anno evidenziano un rallentamento che potrebbe aggravarsi nel medio termine. Secondo le proiezioni, l’impatto massimo sul Pil reale potrebbe raggiungere una contrazione cumulata di mezzo punto percentuale entro il 2026, con un ritorno graduale ai livelli normali previsto solo a partire dal 2029.
Giorgetti: “Effetto contenuto e già previsto nei conti pubblici”
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato alla Camera che l’effetto dei dazi sul Pil è stato già incluso, in modo prudenziale, nel Documento di economia e finanza. Nonostante manchino ancora diversi dettagli sull’accordo commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea, il governo italiano ritiene che l’impatto, sebbene reale, sarà circoscritto e temporaneo. Il ministro ha inoltre evidenziato che una valutazione più precisa sarà possibile solo quando l’intesa sarà formalizzata nei suoi aspetti tecnici e operativi.
Nessuna contromossa immediata per le imprese italiane
Al momento, ha chiarito Giorgetti, non è prevista alcuna misura specifica a sostegno delle aziende italiane coinvolte. L’intesa politica raggiunta in Scozia rappresenta un primo passo, ma è ancora in fase di definizione. Il dialogo con la Commissione europea prosegue con l’obiettivo di ottenere condizioni favorevoli per l’Italia. Sebbene si sia evitato uno scenario di scontro commerciale aperto, il clima d’incertezza non è ancora completamente dissipato.
Settori a rischio: focus su farmaceutica e agroalimentare
Tra i comparti più esposti, spicca quello farmaceutico, per il quale si stima un impatto economico potenziale pari a 2,5 miliardi di euro. Anche il settore agroalimentare, con prodotti simbolo del Made in Italy come vino e formaggi, potrebbe subire conseguenze significative a causa delle nuove barriere tariffarie. Le aziende rischiano di perdere competitività sui mercati esteri, aggravando un quadro economico già delicato.
Web tax e commercio globale: il ruolo strategico dell’Italia
In merito alla cosiddetta “web tax”, il ministro ha specificato che questa non rientra negli accordi attualmente in discussione. Introdotta in Italia nel 2000, la tassa ha già provocato controversie e rimane oggetto di riflessione a livello nazionale ed europeo. L’Italia, ha ribadito Giorgetti, continuerà a sostenere una politica commerciale ambiziosa dell’UE, fondata sull’espansione degli accordi di libero scambio e sulla diversificazione delle catene di approvvigionamento.
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L’articolo Dazi USA-UE: le ricadute sull’economia italiana e il futuro del Made in Italy proviene da Associated Medias.

