di Emilia Morelli
Un sisma devastante ha colpito la Kamchatka generando uno tsunami con onde fino a 5 metri. Allerta massima in Russia, Giappone, USA e Pacifico. Evacuazioni in corso
Le prime onde dello tsunami causato dal violento terremoto che ha colpito la penisola russa della Kamchatka sono arrivate fino alle coste dell’Alaska e delle Hawaii. Le rilevazioni ufficiali segnalano onde alte oltre un metro con un intervallo regolare di circa 12 minuti tra un’onda e l’altra. In molte aree del Pacifico settentrionale, comprese la California settentrionale e l’intera regione artica americana, è scattata la massima allerta. Le immagini diffuse online mostrano masse d’acqua che si ritirano velocemente dalle spiagge, segno preoccupante dell’arrivo imminente di onde più potenti. In Giappone le onde hanno già raggiunto altezze tra i 3 e i 4 metri, mentre lungo le coste russe si registrano cavalloni superiori ai 5 metri con gravi danni.
Un terremoto tra i più forti della storia moderna
Il sisma ha colpito durante la notte italiana, provocando gravi scosse nella regione orientale della Kamchatka. Secondo l’U.S. Geological Survey, il terremoto ha raggiunto una magnitudo di 8.8, posizionandosi tra i dieci più forti mai rilevati con strumenti moderni. L’epicentro è stato localizzato a circa 119 chilometri a sud-est di Petropavlovsk-Kamchatsky. La violenza del sisma ha causato crolli, danneggiamenti ad edifici e il ferimento di numerose persone. Tuttavia, è l’effetto sul Pacifico a destare la massima preoccupazione: lo tsunami generato minaccia un’area vastissima, estendendosi ben oltre i confini russi.
Allerta tsunami in Giappone: evacuazioni e centrali monitorate
Il Giappone ha attivato subito il sistema di emergenza nazionale. L’Agenzia meteorologica ha previsto l’arrivo di onde anomale alte fino a 3 metri lungo le coste, specialmente nell’isola di Hokkaido. Sirene e messaggi di evacuazione sono risuonati in diverse città costiere, spingendo migliaia di persone a mettersi in salvo su edifici elevati o verso l’entroterra. Anche la centrale nucleare di Fukushima, già colpita dal disastro del 2011, è stata evacuata in via precauzionale. Le autorità hanno confermato che al momento non si registrano danni significativi né feriti, ma la situazione rimane sotto stretto monitoraggio.
Stati Uniti in allarme: evacuazioni alle Hawaii e in Alaska
Oltre al Giappone, l’allarme tsunami si è esteso anche agli Stati Uniti. Particolare attenzione è stata rivolta alle Hawaii, dove le autorità locali hanno ordinato l’evacuazione di numerose zone costiere e invitato la popolazione a cercare rifugio in aree elevate. Anche l’Alaska e l’intera costa occidentale statunitense sono sotto sorveglianza. Il presidente Donald Trump ha diramato un messaggio ufficiale via social, invitando i cittadini a restare informati e seguire le indicazioni delle autorità: «State forti e al sicuro», ha scritto. Secondo la Protezione Civile di Honolulu, lo tsunami in arrivo potrebbe avere effetti distruttivi, con onde potenzialmente devastanti per le infrastrutture costiere.
Allerta estesa anche in Sud America e nel Pacifico meridionale
La portata dell’evento è tale da aver attivato i sistemi di emergenza anche in Paesi molto distanti dall’epicentro. Cile, Ecuador, Isole Solomon e Guam hanno diramato comunicati per allertare la popolazione e predisporre misure di sicurezza. I modelli previsionali stimano che lo tsunami potrebbe impattare su una vasta porzione dell’Oceano Pacifico nelle prossime ore, rendendo l’intervento coordinato delle autorità internazionali fondamentale per contenere i danni.
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