di Corinna Pindaro
Maros Sefcovic, veterano della Commissione UE, affronta Trump con pazienza e ironia. Dalla Brexit al Green Deal, ecco chi è il commissario slovacco che non teme nessuno
“Conosco Arnold, pensate che mi faccia impressionare da Trump?”. Con questa battuta inaspettata, Maros Sefcovic ha sorpreso i suoi colleghi durante un incontro riservato sulle tensioni commerciali tra Unione Europea e Stati Uniti. La frase, che ha suscitato un misto di curiosità e divertimento, si riferiva proprio ad Arnold Schwarzenegger, star hollywoodiana ed ex governatore della California, con cui il commissario europeo ha costruito negli anni un rapporto di amicizia. Un legame nato su temi ambientali, mantenuto vivo nel tempo e che oggi rappresenta un aneddoto rivelatore dello stile disinvolto e diretto del politico slovacco.
Doti diplomatiche e sangue freddo nel confronto con la Casa Bianca
Nel ruolo di Commissario al Commercio, Sefcovic ha dovuto affrontare sfide complesse, come la trattativa sui dazi con l’amministrazione Trump. Un compito che, secondo lui stesso, richiede una virtù fondamentale: la pazienza. Durante una recente riunione del Coreper, ha ammesso: “Con Trump serve una dose infinita di pazienza. E, francamente, ho smesso di fare previsioni: con lui è impossibile”.
Nonostante le difficoltà, il diplomatico slovacco si è dimostrato all’altezza del compito, guadagnandosi il rispetto – seppur non sempre l’approvazione – dei 27 Stati membri.
Una carriera europea costruita nel tempo
Maros Sefcovic non è un volto nuovo a Bruxelles. È uno dei commissari più esperti della squadra europea, con un curriculum che spazia dalla gioventù e il multilinguismo, ai dossier energetici, fino al commercio internazionale. Arrivato al Berlaymont nel 2009 sotto la presidenza Barroso, è stato riconfermato prima da Jean-Claude Juncker e poi da Ursula von der Leyen.
Nel corso degli anni ha ricoperto ruoli chiave: dalle relazioni interistituzionali all’Unione energetica, fino ad assumere – come vicepresidente – il portafoglio strategico del Green Deal europeo, precedentemente affidato all’olandese Frans Timmermans.
Scelte politiche e stile personale
Nonostante la sua affiliazione al partito socialista del premier slovacco – attualmente espulso dal PSE – Sefcovic è considerato un tecnico autorevole e pragmatico, capace di ottenere consensi trasversali. La sua nomina alla guida del Commercio è stata una scelta mirata: Bruxelles voleva una figura solida, non influenzabile dall’establishment statunitense.
Il risultato finale dei negoziati con Washington non ha trovato il consenso unanime degli Stati membri, ma la responsabilità politica è stata attribuita più alla presidente von der Leyen che a lui. Del resto, come ha dichiarato lo stesso commissario: “Chi pensa di poter tornare al mondo di prima del 2 aprile si illude. Quel mondo non esiste più, ora dobbiamo affrontare la realtà”.
Icona di stile (e di equilibrio)
Oltre alla competenza politica, Sefcovic è noto per un tratto distintivo che lo rende riconoscibile nei corridoi delle istituzioni europee: la sua passione per le cravatte. Spesso sceglie modelli dai colori accesi, eccentrici, ma – come ha raccontato con ironia – ogni tanto si concede anche qualcosa di più sobrio, soprattutto “le cravatte italiane”.
Con il suo stile tra diplomazia e determinazione, Maros Sefcovic si conferma una figura centrale della politica europea, capace di affrontare con la stessa calma tanto le tensioni internazionali quanto gli scherzi sugli amici celebri.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Dazi: Maros Sefcovic, l’uomo di Bruxelles che negozia con Trump proviene da Associated Medias.

