di Carlo Longo
Il Codice Etico del Movimento 5 Stelle, pensato per selezionare candidati più meritevoli, rischia di ostacolare la candidatura di Roberto Fico alle Regionali 2025 in Campania. Scopri i dettagli delle nuove regole e i possibili scenari
Pensato per garantire trasparenza e qualità nelle candidature, il nuovo Codice Etico del Movimento 5 Stelle si sta rivelando un ostacolo imprevisto, soprattutto in vista delle elezioni regionali in Campania del 2025. In particolare, la figura di Roberto Fico, esponente di punta del Movimento, rischia di rimanere bloccata dalle nuove restrizioni introdotte nel regolamento interno. Quello che doveva essere uno strumento per evitare candidature deboli o prive di radicamento territoriale, si sta trasformando in una barriera che complica la formazione di una squadra competitiva.
Le nuove regole: selezione più rigida per i candidati
Il 22 giugno scorso, gli iscritti al Movimento hanno votato online per approvare alcune modifiche statutarie, incluso un nuovo Codice Etico. La votazione ha visto un’alta partecipazione e un significativo consenso sul quesito riguardante gli obblighi per i candidati alle competizioni elettorali. Tuttavia, proprio questo punto ha registrato il numero più alto di voti contrari tra tutte le modifiche proposte.
L’articolo 2 del nuovo codice stabilisce che chi aspira a candidarsi per il Parlamento, per il Parlamento europeo o per un consiglio regionale, deve aver già preso parte a una precedente competizione locale (comunale o circoscrizionale), ottenendo almeno un numero di preferenze pari o superiore alla media dei candidati della lista. In altre parole, chi non raggiunge tale soglia non potrà concorrere per incarichi istituzionali di livello superiore, a meno che non rientri in alcune specifiche eccezioni.
Le deroghe previste e l’impatto sui candidati
Non tutti sono soggetti a questa regola. Ne sono esclusi, ad esempio, coloro che hanno già ricoperto un incarico elettivo, oppure chi in passato ha ottenuto un numero di preferenze pari o superiore alla media della propria lista. Anche chi ha ricoperto ruoli di governo, a livello nazionale, regionale o locale, non è vincolato da queste limitazioni.
L’intento dichiarato del Movimento è quello di scoraggiare candidature improvvisate e rafforzare la selezione attraverso un percorso graduale, una sorta di “cursus honorum” interno, che valorizzi chi ha già dimostrato impegno sul territorio.
I problemi sul campo: pochi nomi e tante esclusioni
Tuttavia, l’applicazione concreta di queste regole si sta rivelando problematica. In Campania, ad esempio, la possibilità di costruire una lista forte per sostenere un candidato come Roberto Fico appare complessa. Molti potenziali candidati non superano i requisiti richiesti, e di conseguenza vengono automaticamente esclusi dalla corsa.
Attualmente, i nomi sul tavolo sono pochi: tra questi, i consiglieri uscenti Gennaro Saiello (per cui si valuta una deroga per il terzo mandato), Michele Cammarano e Vincenzo Ciampi. Nessuna novità, invece, sul fronte europeo: figure come Pasquale Tridico e Danilo Della Valle non intendono lasciare Bruxelles per tornare in Italia, ritenendolo un passo indietro rispetto ai loro incarichi attuali.
Uno spiraglio: l’intervento del Presidente del Movimento
C’è però un margine di manovra previsto dallo stesso regolamento. Il Presidente del Movimento ha la facoltà di proporre alcuni candidati da inserire nelle liste, anche in posizioni prioritarie. Si tratta di un’opportunità per includere figure esterne, o profili ritenuti strategici, che potrebbero contribuire a rafforzare la squadra anche senza passare per i vincoli più rigidi del nuovo Codice Etico.
Attese per il regolamento delle regionali 2025
Nel frattempo, il Movimento è al lavoro sul regolamento specifico che disciplinerà le modalità di presentazione delle candidature per le elezioni regionali del 2025. Il documento, atteso nei prossimi giorni, dovrebbe chiarire nel dettaglio i requisiti tecnici e le procedure da seguire per chi intende avanzare la propria autocandidatura. Resta da vedere se conterrà eventuali correttivi o deroghe che possano facilitare la composizione delle liste, senza però snaturare lo spirito delle nuove regole.
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