di Corinna Pindaro
Durante l’Angelus, Papa Leone XVI rinnova l’appello per un cessate-il-fuoco nella Striscia di Gaza, invocando la fine delle violenze, la liberazione degli ostaggi e il rispetto del diritto umanitario. Chiede pace anche per Siria, Thailandia e Cambogia
Nel corso dell’Angelus domenicale, Papa Leone XVI ha espresso profonda preoccupazione per la situazione nella Striscia di Gaza, rinnovando un forte appello alla fine delle ostilità. Affacciato alla finestra della sua biblioteca che si affaccia su Piazza San Pietro, il Pontefice ha denunciato il dramma che sta vivendo la popolazione civile, schiacciata dalla fame e vittima di violenze continue. Il suo messaggio, accolto con commozione dai fedeli presenti, è stato un’esortazione chiara al cessate-il-fuoco, alla liberazione degli ostaggi e al rispetto integrale delle norme del diritto umanitario.
“Ogni persona ha una dignità inviolabile”
Papa Leone XVI ha ribadito che ogni essere umano possiede una dignità sacra, donata da Dio. “Esorto tutte le parti coinvolte nei conflitti a riconoscere questa verità e ad agire di conseguenza”, ha affermato con fermezza. Il Pontefice ha chiesto di porre fine a ogni azione che neghi questa dignità, auspicando un futuro di pace fondato sul dialogo e sul rifiuto di ogni forma di sopraffazione. Ha affidato infine le vittime innocenti e i leader politici alla protezione di Maria, regina della pace, invocando la loro responsabilità nel porre termine ai conflitti.
Le campane suonano per Gaza: l’iniziativa di Pax Christi
In contemporanea, Pax Christi – il movimento cattolico per la pace – ha lanciato un’iniziativa simbolica per sensibilizzare l’opinione pubblica: alle ore 22, le campane delle parrocchie italiane suoneranno per rompere il silenzio attorno al dramma di Gaza. Molte diocesi e comunità ecclesiali hanno già risposto all’appello, facendo sentire la loro vicinanza alle popolazioni colpite dalla guerra.
Appello anche per Asia e Siria
Il Papa ha ampliato il suo messaggio includendo altre aree di crisi nel mondo. Ha ricordato le vittime dei recenti scontri al confine tra Thailandia e Cambogia, con un pensiero speciale rivolto ai bambini e alle famiglie costrette alla fuga. Ha quindi rivolto una preghiera anche per le vittime della violenza nel sud della Siria, auspicando ovunque la via del dialogo e della riconciliazione come unica alternativa alla distruzione.
Roma si prepara ad accogliere i giovani per il Giubileo
Nel suo messaggio conclusivo, il Pontefice ha ricordato la Giornata dei nonni e degli anziani istituita da Papa Francesco, sottolineando l’importanza della memoria e della trasmissione della fede tra generazioni. Ha poi accolto con entusiasmo l’arrivo a Roma dei primi gruppi di giovani che parteciperanno al Giubileo a loro dedicato, previsto per la settimana seguente. “Spero che per ciascuno di voi – ha detto rivolgendosi ai ragazzi – questo evento sia un’opportunità per incontrare Cristo e rafforzare l’impegno di vivere la fede con autenticità e coerenza.” Il messaggio è stato poi ripetuto anche in inglese e in spagnolo, segno dell’universalità dell’invito.
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