di Redazione
La controproposta di Hamas: ingresso di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza e il ritiro delle truppe israeliane dall’enclave

L’incontro tra l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, il ministro israeliano Ron Dermer e il primo ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani per cercare di accelerare un accordo tra Israele e Hamas sulla tregua a Gaza e gli ostaggi, si terrà oggi in Sardegna. Lo scrive su X il giornalista di Axios Barak Ravid. In precedenza sempre il sito americano aveva fatto riferimento a Roma come sede dei colloqui. La Casa Bianca ha per ora confermato il viaggio di Witkoff “in Europa”.
Pronta una camera in albergo per Witkoff in Costa Smeralda
L’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff è arrivato in Sardegna e dovrebbe restare in Costa Smeralda sino a domenica. Questa sarà la sede per portare avanti le fasi preliminari dei negoziati di pace su Gaza e sul rilascio degli ostaggi incontrando il ministro israeliano Ron Dermer e il primo ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani.
Secondo quanto appreso, i colloqui si stanno svolgendo a bordo di uno dei mega yacht ormeggiati davanti alla costa della Gallura, lussuosa meta preferita dai vip e per lui sarebbe stato allertato uno degli alberghi esclusivi della Costa Smeralda che potrebbe avere riservato una delle camere. Giunto nell’isola in gran segretezza, con un aereo senza livree ufficiali e solo un minimo dispositivo di sicurezza approntato dalle autorità italiane, Witkoff, infatti, dovrebbe restare in Sardegna sino al 27.
La proposta di Hamas
L’ingresso di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza e il ritiro delle truppe israeliane dalla Striscia sono i punti focali della risposta di Hamas alla proposta di cessate il fuoco. Lo ha riferito all’Afp una fonte palestinese a conoscenza dei negoziati in corso. La stessa fonte ha affermato che Hamas chiede anche garanzie sulla fine definitiva della guerra, per garantire che Israele non torni a combattere dopo la scadenza della tregua di 60 giorni. Secondo Ynet, le precedenti garanzie sulla fine della guerra sono state fornite solo oralmente e Hamas sta cercando di includerle nel testo della proposta.
Mosca: “La Russia rimane aperta agli artisti italiani”
La Russia rimane “aperta agli artisti italiani” nonostante la cancellazione del concerto del direttore d’orchestra russo Valery Gergiev alla Reggia di Caserta. Lo ha detto all’agenzia Tass Mikhail Shvidkoy, il rappresentante speciale per la cooperazione culturale internazionale del presidente Vladimir Putin. “Non cancelliamo nessuno, siamo aperti agli artisti italiani, siamo aperti agli artisti di tutti i Paesi che vogliono esibirsi in Russia”, ha affermato Shvidkoy manifestando rammarico per la vicenda di Gergiev. “Le relazioni russo-italiane nel campo della cultura sono sempre state più forti di quelle politiche”, ha concluso.
La diplomazia tedesca spinge sul governo: “Stop armi ad Israele”
Nel ministero degli Esteri tedesco starebbe crescendo il numero di diplomatici che chiedono una diversa postura del governo rispetto a quanto Israele sta facendo a Gaza: non solo una critica più chiara ed esplicita ma anche l’interruzione delle forniture militari. L’indiscrezione proviene dallo Spiegel ma nelle ultime ore è stata rilanciata da diversi media. Il settimanale tedesco parla di “frustrazione” tra i diplomatici per segnali “contraddittori” da parte del governo tedesco; è stato creato un gruppo on-line al quale avrebbero aderito circa 130 funzionari del ministero. Diverse fonti riportano che potrebbe esserci anche un incontro con il ministro degli Esteri Johann Wadephul. Per lo Spiegel si tratta anche di un conflitto generazionale: sono soprattutto i giovani diplomatici, tra i trenta e i quarant’anni, a chiedere un cambiamento di rotta. I funzionari più esperti difendono invece l’attuale politica del governo in particolare perché legata alla cosiddetta “ragion di Stato”, vale a dire la formula coniata da Angela Merkel che vincola i governi tedeschi alla sicurezza di Israele. Va ricordato che anche Wadephul in più di una dichiarazione ha provato a definire meglio la formula della ragion di Stato, coniugandola con il rispetto dei diritti umani. Ma parte del corpo diplomatico chiede di più: in particolare che le armi che la Germania invia ad Israele non possano essere utilizzate per azioni che rappresentano crimini di guerra o violazioni del diritto internazionale. Già ad aprile ex diplomatici tedeschi avevano pubblicato sul quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung una lettera aperta per chiedere un cambio di passo sulla guerra in Medio Oriente: “A Gaza non si può andare avanti così”.
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