di Carlo Longo

La Camera approva all’unanimità il ddl sui conti correnti: le banche saranno obbligate ad aprire conti su richiesta e non potranno più chiuderli senza valide ragioni. Una svolta per i diritti bancari dei cittadini.

conti correntiLa Camera dei Deputati ha approvato all’unanimità il disegno di legge che introduce nuove tutele per chi possiede o desidera aprire un conto corrente bancario. Il testo, ora atteso in Senato, unifica due proposte legislative (C. 1091 e C. 1240-A) e rappresenta una svolta nella regolamentazione dei rapporti tra istituti di credito e clienti.

Obbligo per le banche di concedere il conto corrente

Uno dei punti cardine della nuova normativa è l’obbligo, per tutte le banche, di stipulare un contratto di conto corrente con chi ne faccia richiesta. Il diritto ad avere un conto diventa universale, andando a colmare un vuoto che penalizzava molti cittadini, spesso esclusi senza giustificazione dal sistema bancario.

Stop alle chiusure unilaterali ingiustificate

Il disegno di legge limita drasticamente la possibilità per gli istituti di credito di recedere unilateralmente dal contratto, soprattutto se il saldo del conto è positivo. Le banche potranno procedere alla chiusura solo in presenza di motivazioni gravi e documentate, come il sospetto di attività illecite legate a riciclaggio di denaro o terrorismo.

Un problema concreto per tanti cittadini

La proposta è nata in risposta a numerosi casi segnalati negli ultimi anni, in cui i clienti hanno visto il proprio conto chiuso all’improvviso, senza spiegazioni e con il saldo ancora attivo. Questa prassi ha provocato gravi disagi, privando le persone di strumenti ormai indispensabili per la vita quotidiana, come la possibilità di ricevere lo stipendio o pagare le bollette tramite domiciliazione.

Conseguenze pratiche e limitazioni post-chiusura

Secondo i relatori della legge, il problema non si esaurisce con la semplice chiusura del conto. I clienti, infatti, ricevono spesso un assegno circolare per ritirare il denaro residuo, ma questo strumento richiede a sua volta un conto corrente per essere incassato o utilizzato. Inoltre, la segnalazione a livello interbancario rende molto difficile l’apertura di un nuovo conto presso altri istituti.

Convergenza politica e reazioni

L’approvazione del provvedimento ha visto una rara e trasversale convergenza tra i partiti. La Lega, per voce di Matteo Salvini, ha parlato di una “vittoria storica”, mentre Fratelli d’Italia ha evidenziato il superamento di una lacuna normativa. Il Partito Democratico, pur mantenendo toni più cauti, ha definito la norma un passo importante verso un sistema più equo e inclusivo.

Il punto di vista dei consumatori

Anche le associazioni dei consumatori hanno accolto positivamente la notizia. Il Codacons, in particolare, ha espresso apprezzamento per la misura, pur lanciando un monito sui possibili effetti collaterali: le nuove regole potrebbero infatti spingere le banche ad aumentare i costi di gestione dei conti correnti, oggi pari in media a 100,7 euro all’anno per cliente. Sarà quindi essenziale monitorare l’evoluzione dei costi applicati, per evitare che i cittadini paghino un prezzo troppo alto per queste nuove tutele.

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