di Emilia Morelli
Scandalo urbanistico a Milano: sei indagati, tra cui l’ex assessore Tancredi e il manager Catella. Accuse di corruzione, falso e induzione indebita. Il gip valuta arresti e domiciliari
La procura di Milano ha avviato una maxi inchiesta sull’urbanistica che coinvolge figure di rilievo tra ex amministratori pubblici, imprenditori e tecnici. Sei le persone finite sotto la lente della magistratura: tra queste l’ex assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi, il manager Manfredi Catella, l’imprenditore Federico Pella, i costruttori Andrea Bezziccheri e l’architetto Alessandro Scandurra, insieme a Giuseppe Marinoni, ex presidente della Commissione per il Paesaggio del Comune.
Marinoni si avvale della facoltà di non rispondere
Il primo ad affrontare l’interrogatorio è stato Giuseppe Marinoni, considerato uno degli snodi principali dell’indagine. L’ex presidente della Commissione Paesaggio ha scelto di non rispondere alle domande del gip Mattia Fiorentini, ma ha presentato una memoria difensiva in cui si nega qualsiasi coinvolgimento in episodi di corruzione o esistenza di un “sistema” illecito.
Secondo il suo avvocato Eugenio Bono, Marinoni si è già dimesso dalle cariche pubbliche, segno – a detta della difesa – dell’assenza di rischi legati all’inquinamento probatorio o alla reiterazione del reato.
Tancredi: “Mai favorito nessuno, sempre agito per il Comune”
L’ex assessore Tancredi si è invece sottoposto a oltre un’ora di domande, dichiarando di aver sempre agito nell’interesse pubblico. Ha negato qualsiasi intento di favoritismo verso Marinoni e respinto le accuse di avere agito per tornaconto personale. Tancredi ha anche escluso qualsiasi coinvolgimento del sindaco Sala, di cui ha difeso l’operato. La procura ha chiesto per lui gli arresti domiciliari.
Pella risponde e si dimette: “Mai rapporti illeciti”
Federico Pella, fondatore della società di ingegneria J+S, ha risposto alle domande dei magistrati. Indagato per corruzione, falso e induzione indebita, è accusato di aver mantenuto rapporti opachi con Marinoni. In vista dell’interrogatorio, si è dimesso da tutti gli incarichi aziendali e ha depositato una memoria difensiva con l’intento di respingere ogni addebito.
Catella: “Nessun reato, ridimensionate le mie deleghe in Coima”
Due ore di interrogatorio anche per Manfredi Catella, amministratore delegato di Coima, per cui la procura chiede i domiciliari. All’uscita dal palazzo di giustizia, ha dichiarato di aver fornito tutte le risposte necessarie. In una nota successiva, ha annunciato di aver chiesto al CdA della sua società la rimodulazione delle proprie deleghe, escludendo qualsiasi rapporto esecutivo con la Pubblica Amministrazione e con professionisti pubblici.
Catella ha consegnato una memoria con allegata documentazione che, a suo dire, dimostrerebbe l’infondatezza delle accuse a suo carico.
Scandurra e Bezziccheri: consulenze milionarie e progetti approvati
Anche l’architetto Alessandro Scandurra, ex componente della Commissione Paesaggio, è tra gli indagati. È accusato di aver incassato oltre 2,5 milioni di euro in consulenze sospette, con il sospetto che siano state funzionali all’approvazione di progetti edilizi in città. Andrea Bezziccheri, imprenditore, è coinvolto in un filone analogo. Entrambi dovranno rispondere di ipotesi corruttive legate alla loro influenza su decisioni urbanistiche strategiche.
Le accuse della procura e le richieste di misura cautelare
Secondo quanto ricostruito dai pm Marina Petruzzella, Paolo Filippini, Mauro Clerici e dall’aggiunta Tiziana Siciliano, il gruppo investigativo avrebbe identificato un sistema di pressioni, favori e vantaggi personali orchestrato per ottenere approvazioni edilizie in nove aree strategiche di Milano.
Le accuse spaziano dalla corruzione al falso, fino all’induzione indebita. La procura ha chiesto gli arresti domiciliari per Tancredi e Catella, mentre per Marinoni, Pella, Bezziccheri e Scandurra è stata avanzata la richiesta di custodia cautelare in carcere.
La decisione del gip attesa nei prossimi giorni
Il giudice per le indagini preliminari Mattia Fiorentini si è riservato la decisione, che sarà depositata in tempi compatibili con la complessità dell’inchiesta. Solo al momento dell’eventuale emissione dell’ordinanza cautelare, le misure diventeranno operative e ufficialmente note alle parti. La valutazione del gip sarà centrale per definire il prosieguo del procedimento.
Un’indagine su larga scala che scuote Milano
L’inchiesta milanese scuote il settore immobiliare e urbanistico del capoluogo lombardo. La difesa degli indagati respinge le accuse, parlando di “processo alla speculazione edilizia” più che di responsabilità penali individuali. Resta il dato che figure di primo piano dell’amministrazione e dell’imprenditoria immobiliare dovranno ora affrontare un’indagine che punta a fare piena luce sul confine – spesso labile – tra interesse pubblico e affari privati.
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