di Mario Tosetti

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala, coinvolto in un’indagine su presunti illeciti urbanistici, interviene in Consiglio comunale: respinge le accuse, difende l’operato dell’amministrazione e conferma la volontà di concludere il mandato

sala
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala a un incontro di sostegno al candidato sindaco di Saronno Augusto Airoldi in piazza Libertà, Saronno, 30 settembre 2020.ANSA/Mourad Balti Touati

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha rotto il silenzio sulle accuse che lo coinvolgono nell’ambito di un’indagine della Procura milanese riguardante presunte irregolarità urbanistiche. Davanti al Consiglio comunale ha difeso il proprio operato con fermezza: «Non ho mai agito per vantaggio personale. Tutto ciò che ho fatto è sempre stato ispirato esclusivamente all’interesse della città e dei cittadini», ha affermato nel suo lungo intervento.

Il primo cittadino ha ammesso il peso umano e politico della situazione, definendo il proprio coinvolgimento «fonte di grandissima sofferenza».

“Indagato, ma lo scopro dai giornali: è accettabile?”

Un passaggio particolarmente critico del discorso è stato dedicato alla modalità con cui Sala è venuto a conoscenza dell’indagine: non da un atto ufficiale, ma dai mezzi di comunicazione. «È giusto che una notizia così delicata venga comunicata prima alla stampa che alla persona coinvolta?», ha chiesto, rivolgendosi ai colleghi politici. Pur ribadendo il rispetto per la magistratura, ha invitato a riflettere sul rischio che il sistema politico accetti passivamente la spettacolarizzazione di atti giudiziari ancora riservati.

L’attacco all’opposizione: “Oggi tocca a me, domani a voi”

Sala ha poi risposto alle critiche dell’opposizione, accusandola di cavalcare la vicenda a fini politici. «A chi oggi sfrutta questa situazione per fini personali dico: domani potrebbe toccare a voi. Se l’obiettivo è destabilizzarmi, non lo raggiungerete. Ho affrontato sfide ben più dure di questa».

Il caso Pirellino e la visione su Milano

Tra le accuse rivolte al sindaco, figura quella di induzione indebita, legata alla gestione del cosiddetto “Pirellino”, l’ex edificio in via Pirelli 39. Sala ha ricostruito la storia dell’immobile, spiegando che il suo approccio è sempre stato quello di accompagnare lo sviluppo di una città in trasformazione. Ha rivendicato il ruolo della sua amministrazione nel guidare Milano verso una dimensione metropolitana, dove le scelte urbanistiche rappresentano il risultato di un equilibrio tra pubblico e privato.

Urbanistica e crescita: “Abbiamo scelto una direzione progressista”

Nel suo intervento, il sindaco ha sottolineato la necessità di rispondere a problematiche strutturali con una visione politica chiara. «Abbiamo dato una direzione progressista alle sfide che Milano deve affrontare. Certamente non tutto è stato perfetto, ma non abbiamo mai sacrificato l’interesse collettivo per quello privato», ha ribadito, difendendo il modello di collaborazione tra istituzioni e investitori. Ha poi citato l’architetto Carlo Ratti, ricordando: «Milano è rinata, e non deve chiedere scusa».

Nessun passo indietro: “Voglio concludere il mio mandato”

Pur ammettendo di aver riflettuto sulla possibilità di dimettersi, Sala ha confermato l’intenzione di restare alla guida della città. «Se la mia maggioranza continua a sostenermi, io andrò avanti. Ho dato tutto me stesso a Milano e continuerò a farlo, con dedizione e senso del dovere», ha detto con tono emozionato, ricordando un insegnamento del padre come guida nel momento più difficile del suo percorso politico.

Le dimissioni dell’assessore Tancredi

In parallelo, l’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi ha annunciato le proprie dimissioni. Indagato per frode e concorso in corruzione, Tancredi ha dichiarato di voler affrontare le vicende giudiziarie con serenità e rispetto delle istituzioni. «La mia coscienza è pulita. Ho agito sempre con passione, correttezza e spirito di servizio», ha affermato, visibilmente commosso, spiegando che la sua scelta è dettata dalla volontà di non creare ombre sull’amministrazione cittadina.

Uno scenario politico ancora aperto

Con l’inchiesta ancora in corso, il futuro politico della giunta milanese rimane incerto. Tuttavia, il sindaco sembra determinato a proseguire il suo mandato, convinto della correttezza del proprio operato e sostenuto, per ora, dalla sua maggioranza. Il caso solleva interrogativi importanti sul rapporto tra politica, magistratura e opinione pubblica, e sul confine sottile tra responsabilità politica e diritto alla presunzione d’innocenza.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Inchiesta sull’urbanistica a Milano: Sala respinge le accuse e resta in carica proviene da Associated Medias.