di Redazione

Ishiba non intende lasciare il governo per non creare un vuoto politico in vista dell’entrata in vigore dei dazi Usa

Pesante sconfitta alle elezioni in Giappone per il primo ministro Shigeru Ishiba che non ha raggiunto la soglia dei 50 seggi necessari a mantenere la maggioranza al Senato. Nonostante il risultato disastroso, analogo a quello ottenuto alla Camera bassa nelle consultazioni dello scorso autunno, Ishiba ha annunciato che resterà in carica. Scelta, questa, legata alle sfide che il Paese dovrà affrontare nel prossimo futuro, con i dazi annunciati dall’amministrazione Trump che dovrebbero entrare in vigore il primo agosto. La priorità, ha detto il premier in un discorso, è quello di evitare un vuoto politico e affrontare le sfide imminenti, pur sottolineando che prenderà “sul serio” il voto.

Il partito di Ishiba

Il partito del premier giapponese, ovvero il Partito Liberal Democratico, governa quasi ininterrottamente il Giappone dal 1955. Insieme al suo alleato nella coalizione di governo, Komeito, avrebbe dovuto conquistare 50 seggi per avere la maggioranza, ma si sono fermati a 47. Lo riporta l’emittente Nhk. Gli elettori dunque, non contenti del lavoro del governo Ishiba, si sono rivolti alle opposizioni, in particolare al “Japanese first” Sanseito, che ha ottenuto forti guadagni con la sua campagna “antiglobalista” che fa eco all’agenda dei partiti populisti di altri Paesi. Al momento il premier ha dichiarato che non intende lasciare il governo ma qualora dovesse dimettersi non è chiaro chi potrebbe essere il successore: il governo avrebbe infatti bisogno del sostegno dell’opposizione in entrambe le camere per approvare le leggi, un sostegno che attualmente non c’è.

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