di Corinna Pindaro

Il premier israeliano Netanyahu ricoverato per intossicazione da cibo avariato. Salta l’udienza del processo per corruzione. Resterà a casa per tre giorni

netanyahuIl primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è stato colpito da un episodio di intossicazione alimentare che lo ha costretto a fermarsi. Durante la notte, ha manifestato sintomi riconducibili a un’infiammazione intestinale e a uno stato di disidratazione. I medici lo hanno curato con somministrazioni endovenose e attualmente le sue condizioni sono in miglioramento. Secondo quanto riferito dal suo staff, Netanyahu resterà in convalescenza a casa per almeno tre giorni.

A visitarlo nella sua abitazione è stato il professor Alon Hershko, direttore del reparto di medicina interna dell’ospedale Hadassah Ein Kerem di Gerusalemme, che ha confermato la diagnosi di infiammazione causata dall’ingestione di alimenti contaminati.

Cancellata l’udienza del processo per corruzione

A causa del malore, Netanyahu non potrà presentarsi in tribunale per l’udienza del processo in cui è imputato con gravi accuse di corruzione. L’appuntamento era previsto per questa settimana, poco prima della pausa estiva della Knesset, il parlamento israeliano, che entrerà in vigore il 27 luglio. Il procedimento giudiziario riguarda presunti fondi illeciti provenienti dal Qatar, gestiti da due suoi stretti collaboratori, attualmente sotto inchiesta.

Non è la prima volta che il premier, 75 anni, si trova ad affrontare problemi di salute: in passato è stato operato per un’ernia, ha un pacemaker e a dicembre ha subito l’asportazione della prostata.

La controversa figura di “Bibi” nella politica israeliana

Figura dominante nella politica israeliana da oltre vent’anni, Benjamin Netanyahu – noto anche come “Bibi” – è il capo di governo più longevo nella storia dello Stato ebraico. La sua prima elezione risale al 1996, e da allora ha attraversato diverse fasi di potere, alternando vittorie elettorali a periodi di opposizione.

Tuttavia, il suo attuale mandato è segnato da profonde divisioni, legate soprattutto alla gestione della guerra in corso nella Striscia di Gaza, che prosegue da 21 mesi. Il conflitto è esploso dopo l’attacco del 7 ottobre da parte di Hamas, in cui 1.200 israeliani furono uccisi e oltre 200 presi in ostaggio. Israele ha risposto con una durissima offensiva militare, che ha causato più di 58.000 morti a Gaza, metà dei quali civili.

Gaza in macerie: una crisi umanitaria senza precedenti

L’intervento militare israeliano ha trasformato Gaza in uno scenario di devastazione. Secondo fonti umanitarie e rapporti internazionali, circa il 70% degli edifici residenziali è stato distrutto. Le infrastrutture vitali, come gli impianti idrici, elettrici, le scuole e la maggior parte degli ospedali, sono stati ridotti in macerie. Le condizioni di vita per la popolazione civile sono drammatiche e cresce la pressione internazionale per una tregua.

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