di Carlo Longo
l Presidente Mattarella omaggia Falcone e Borsellino e rilancia la cooperazione internazionale contro il crimine organizzato. Un impegno condiviso tra Europa e America Latina
A oltre trent’anni dalla tragica scomparsa dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato con parole profonde il valore del loro impegno. Il lavoro dei due magistrati, ha dichiarato, resta “impresso in modo indelebile nella coscienza collettiva italiana e internazionale”, quale simbolo della lotta alla violenza mafiosa e della difesa delle istituzioni democratiche.
Il messaggio è stato inviato al procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo, in occasione di un incontro internazionale tra magistrati impegnati nella lotta contro la criminalità organizzata transnazionale, che coinvolge rappresentanti di Europa e America Latina.
Crimine transnazionale: una minaccia che richiede azioni decise
Nel suo intervento, Mattarella ha sottolineato con forza quanto la sfida posta dalla criminalità transnazionale sia ormai “sempre più pervasiva” e tale da richiedere una risposta compatta da parte degli Stati. Distrazioni o incertezze – ha ribadito – non sono ammissibili, perché ne va della “salute e del futuro delle nostre comunità”.
Il Capo dello Stato ha inoltre evidenziato il ruolo centrale della cooperazione giudiziaria e investigativa a livello internazionale, ritenendola un pilastro fondamentale per un’azione efficace contro le mafie globali. È solo attraverso una rete di collaborazione tra le istituzioni dei vari Paesi – ha affermato – che si può combattere in modo sistemico l’accumulazione illecita di ricchezze e l’infiltrazione nelle economie legali.
L’Italia in prima linea nella cooperazione con l’America Latina
Mattarella ha colto l’occasione dell’incontro per ribadire il sostegno dell’Italia alla cooperazione internazionale, in particolare con la regione latinoamericana. “Pieno è l’impegno della Repubblica Italiana nei confronti della realtà latino-americana”, ha scritto, sottolineando come l’esperienza italiana nel contrasto alle mafie possa contribuire concretamente a rafforzare gli strumenti giuridici e operativi condivisi.
Il richiamo finale è stato chiaro: serve un approccio comune, che superi divisioni e rigidità nazionali, per promuovere una risposta coesa e strutturata alle sfide del crimine organizzato globale.
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