di Carlo Longo

Il rilascio dell’AIA salva lo stabilimento ex Ilva di Taranto, ma tra ricorsi, decarbonizzazione e rigassificatore, il percorso resta complesso. Il punto sulle prossime sfide

ilvaIl rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per lo stabilimento siderurgico di Taranto segna un primo, importante traguardo per il futuro dell’ex Ilva. Lo ha annunciato con toni entusiastici il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante il congresso della Cisl: “La siderurgia italiana è salva”, ha dichiarato, sottolineando che il sito potrà mantenere la produzione annua di 6 milioni di tonnellate di acciaio.

L’AIA è solo il primo passo: il nodo legale e il tavolo interistituzionale

Il rilascio dell’AIA consente allo stabilimento pugliese di proseguire le attività, avviando nel contempo il processo di transizione verso una produzione più sostenibile. Tuttavia, il percorso non è privo di ostacoli. Sulla validità dell’autorizzazione pesa ancora un ricorso pendente presso il Tribunale di Milano, promosso da gruppi ambientalisti. Il ministro Urso ha definito la questione una “formalità”, ma la decisione del giudice resta comunque un passaggio chiave.

Il prossimo appuntamento cruciale è fissato per il 31 luglio, con un tavolo interistituzionale chiamato a definire le linee guida per il futuro della fabbrica e del polo siderurgico.

Rigassificatore a Taranto: una scelta in mano al Comune

Tra gli elementi centrali del piano di decarbonizzazione, figura la possibile installazione di una nave rigassificatrice nel porto di Taranto. Si tratterebbe di un’infrastruttura strategica per alimentare un futuro impianto siderurgico a impatto ridotto. Tuttavia, la decisione spetta al Comune, che ancora non ha espresso un sì definitivo. In caso di rifiuto, lo stabilimento potrà contare solo sui forni elettrici previsti, che al momento non sono ancora operativi.

Nessun bando imminente: serve certezza per attrarre investitori

Al momento non è prevista alcuna gara pubblica per la gestione futura dello stabilimento. Il governo attende che vengano create condizioni di stabilità e sicurezza normativa prima di coinvolgere investitori privati. “Nessuno investe senza garanzie”, ha sottolineato Urso, rimarcando l’impegno dell’esecutivo nel tutelare occupazione, continuità produttiva e coesione sociale.

Una sfida a lungo termine: acciaio e decarbonizzazione

L’obiettivo dichiarato è ambizioso: trasformare l’ex Ilva nel più moderno impianto siderurgico “green” d’Europa, parte integrante di un’Italia che mira a diventare l’unico Paese europeo decarbonizzato con una propria produzione di acciaio competitiva. Una visione strategica che, seppur ancora lontana, poggia sul principio della responsabilità industriale e sociale. Il governo ribadisce che la priorità, oggi, è garantire la continuità della produzione per non compromettere il potenziale di rilancio e scoraggiare eventuali partner industriali.

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