di Carlo Longo

Volodymyr Zelensky arriva in Italia per la Conferenza sulla ricostruzione ucraina. Dialogo con Papa Leone XIV e Mattarella. Pressioni su USA per nuove armi e sanzioni

zelensky romaIl presidente ucraino Volodymyr Zelensky è atterrato a Roma per partecipare alla Conferenza internazionale dedicata alla ricostruzione dell’Ucraina, organizzata dal Ministero degli Esteri italiano. Un’occasione cruciale non solo per rafforzare il sostegno politico ed economico da parte dell’Europa, ma anche per riattivare il dialogo internazionale in un momento in cui la guerra appare tutt’altro che vicina alla conclusione.

La visita ha preso il via con un incontro riservato a Castel Gandolfo, dove Zelensky ha incontrato Papa Leone XIV per un colloquio di circa mezz’ora. L’incontro, che segue quello già avvenuto alcune settimane fa, ha offerto al Pontefice l’opportunità di rilanciare la sua proposta di ospitare un eventuale tavolo negoziale in Vaticano tra delegazioni ucraine e russe. Sebbene l’ipotesi di un cessate il fuoco resti al momento remota – nella notte, Kiev ha denunciato il più intenso attacco missilistico e di droni da inizio conflitto – Leone XIV ha sottolineato «l’urgenza di percorsi di pace giusti e duraturi» e ribadito «l’importanza del dialogo come unica via credibile per porre fine alle ostilità». Al presidente ucraino ha inoltre assicurato «preghiera, vicinanza e sostegno per ogni iniziativa volta alla liberazione dei prigionieri e alla costruzione di un futuro condiviso».

L’incontro al Quirinale: l’Italia conferma il suo appoggio all’Ucraina

Successivamente, Zelensky è stato accolto al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il capo dello Stato ha riaffermato con fermezza la posizione italiana a favore dell’integrità territoriale dell’Ucraina, ribadendo che «l’amicizia tra i nostri popoli e il sostegno dell’Italia alla vostra causa non sono in discussione, indipendentemente dagli sviluppi politici oltreoceano».

Mattarella ha elogiato la resilienza del popolo ucraino e definito l’impegno italiano come «totale, costante e coerente». Il presidente interverrà personalmente alla Conferenza del giorno successivo, sottolineando così il peso politico che l’Italia intende assumere nella ricostruzione post-bellica.

Conferenza sulla ricostruzione: gli equilibri globali in gioco

Tra oggi e domani, è previsto anche un incontro tra Zelensky e Keith Kellogg, inviato speciale del candidato repubblicano Donald Trump alla Conferenza. La riapertura di canali diretti con Washington si inserisce in una fase delicata: dopo alcune recenti dichiarazioni di Trump più critiche nei confronti di Vladimir Putin, Kiev spera in una ripresa delle forniture militari, in particolare dei sistemi di difesa aerea Patriot, essenziali per contrastare le offensive russe.

Il presidente ucraino si farà anche portavoce della necessità di nuove sanzioni nei confronti di Mosca, considerate da Kyiv e dai suoi alleati europei come uno degli strumenti più efficaci per spingere Putin verso un vero negoziato. La diplomazia ucraina, nel frattempo, è in fermento.

Cambio ai vertici diplomatici: Kiev prepara una nuova strategia internazionale

Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybigai, ha annunciato l’intenzione di rinnovare profondamente la rete diplomatica del Paese. L’ambasciatore a Washington sarà solo il primo di una lunga lista di incaricati destinati al rientro: secondo le prime stime, saranno sostituiti circa venti ambasciatori, inclusi quelli nei Paesi del G7 e del G20.

Una mossa strategica che punta a rafforzare i legami con le grandi potenze occidentali e a migliorare la capacità di Kiev di ottenere appoggio concreto – non solo militare, ma anche finanziario e infrastrutturale – per sostenere la ricostruzione e garantire la sopravvivenza economica del Paese.

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