di Velia Iacovino

La “Big Beautiful Bill” voluta da Trump è,  secondo The Economist, una manovra populista che ignora i rischi strutturali e mette in pericolo le fondamenta dell’economia americana.

 

 

tesla Sale negli Stati Uniti l’allarme sul debito pubblico. A lanciarlo non è un economista o un esponente politico, ma Elon Musk, il vecchio amico e alleato politico del presidente, che, rispondendo su X a un utente che gli chiedeva conto delle sue recenti critiche a Donald Trump e della fine della loro luna di miele, ha spostato l’attenzione sull’enorme squilibrio nei conti pubblici: “Un aumento del deficit da una cifra già folle di 2.000 miliardi di dollari a 2.500 miliardi -ha detto il tycoon sudafricano- porterà il paese alla bancarotta”. L’intervento di Musk è arrivato in un momento delicato per la politica economica americana. Con il passaggio della cosiddetta “One Big Beautiful Bill” (BBB) al Congresso — approvata il 1° luglio al Senato e il 3 alla Camera — il bilancio federale è tornato l centro del dibattito. La legge, voluta fortemente da Donald Trump, proroga i tagli fiscali della sua prima presidenza e promette un ritorno alla dottrina repubblicana classica: meno tasse, meno spesa federale. Tuttavia, dietro i toni ottimistici del mercato — l’indice S&P 500 ha toccato nuovi massimi — gli analisti vedono in tutto ciò un rischio sistemico crescente. Il deficit statunitense, osserva l’Economist,  si attesta già oggi al 6,7% del PIL, e con l’approvazione della BBB si manterrà a questi livelli per anni. Secondo le proiezioni, il rapporto debito/PIL supererà il 106% entro il 2027, riportando il paese ai livelli visti solo dopo la Seconda guerra mondiale.

Una manovra che ignora il lungo termine

Il BBB viene presentato dai repubblicani come un semplice rinnovo dello status quo fiscale, ma questo status quo è già insostenibile. A preoccupare è la sua stessa struttura portante che poggia su : tagli alle agevolazioni per l’energia pulita, riduzioni a Medicaid (l’assicurazione sanitaria per i meno abbienti), e sconti fiscali per i pensionati — una categoria sempre più numerosa e longeva. Il risultato? Secondo le stime ufficiali, quasi 12 milioni di americani rischiano di perdere la copertura sanitaria, un numero drammatico per il paese più ricco del mondo. Sul fronte ambientale, la cancellazione dei crediti d’imposta per le rinnovabili — introdotti dalla amministrazione Biden — lascia il paese senza una politica federale coerente per la decarbonizzazione, proprio nel momento in cui la corsa globale all’intelligenza artificiale richiederà quantità crescenti di energia.

Ottimismo fragile, crescita illusoria

I sostenitori del BBB puntano tutto sulla crescita economica: il governo prevede un incremento del PIL del 5% nei prossimi quattro anni. Ma l’ottimismo non basta. Come evidenzia ancora l’ Economist, le misure di stimolo reale sono poche e in gran parte marginali. Gli sgravi su straordinari e mance sono considerati “gimmick”, espedienti elettorali più che riforme strutturali. Nel frattempo, il debito continua a salire. Il rischio è che i mercati, oggi tolleranti grazie alla forza del dollaro e all’attrattività degli asset americani, cambino improvvisamente umore. Goldman Sachs ha stimato che, senza interventi correttivi, gli Stati Uniti potrebbero trovarsi costretti entro dieci anni a manovre di austerità per il 5,5% del PIL — un livello superiore a quello che sconvolse l’Eurozona nel decennio scorso.

Una crisi rinviata

L’America sembra dunque intrappolata in una spirale paradossale: mentre l’economia reale mostra segni di vitalità e i mercati finanziari brindano, le fondamenta fiscali del paese si deteriorano. Le parole di Musk, per quanto iperboliche, centrano dunque il punto: se il deficit continuerà a crescere in assenza di riforme strutturali — ad esempio sull’età pensionabile o sulla razionalizzazione della spesa sanitaria — parlare di  bancarotta potrebbe non essere solo una provocazione.

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