di Carlo Longo
La Camera dei Rappresentanti ha approvato la manovra voluta da Trump: più fondi per difesa e confini, tagli a sanità e sussidi. Previsti 3.400 miliardi di nuovo deficit in 10 anni
La Camera dei Rappresentanti ha approvato in via definitiva la manovra finanziaria fortemente sostenuta dal presidente Donald Trump, che l’ha definita con entusiasmo “Big Beautiful Bill”. Con 218 voti favorevoli e 214 contrari, il testo passa ora all’ultima fase formale: la firma del presidente per diventare legge.
Il voto è stato preceduto da un intervento maratona del leader democratico Hakeem Jeffries, che ha parlato per quasi nove ore nel tentativo di rallentare l’approvazione del provvedimento. Ma una volta raggiunto il quorum, l’annuncio dello speaker repubblicano Mike Johnson ha scatenato cori di esultanza tra i deputati conservatori: “USA, USA” hanno scandito in aula.
Cosa prevede la legge: più spesa per esercito e frontiere, meno fondi per welfare
Il nuovo bilancio federale, da 4.500 miliardi di dollari, riflette le principali priorità politiche del trumpismo: forte aumento della spesa militare, fondi dedicati a un piano di deportazione di massa dei migranti e l’estensione delle agevolazioni fiscali introdotte durante il primo mandato di Trump.
Tuttavia, il pacchetto comporterà un notevole incremento del debito pubblico: le stime parlano di un deficit aggiuntivo di 3.400 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. Parte dei costi sarà coperta con drastici tagli a programmi di assistenza come Medicaid e ai sussidi alimentari, misure che colpiranno le fasce di popolazione più vulnerabili. Si prevede che circa 17 milioni di americani possano perdere l’accesso alla copertura sanitaria pubblica.
Meno incentivi green, più fondi per la sicurezza
Per finanziare le nuove misure sulla sicurezza dei confini e l’espansione dell’apparato militare, la legge prevede anche la parziale revoca degli incentivi destinati alla transizione ecologica, come i sussidi per le energie rinnovabili e i veicoli elettrici.
Scontro politico in vista del 2026: welfare al centro del dibattito
L’opposizione democratica ha votato compatta contro il provvedimento e spera che il malcontento per i tagli al welfare possa tradursi in un vantaggio elettorale alle elezioni di medio termine del 2026. Secondo i Democratici, la manovra penalizza i più deboli a vantaggio delle élite e delle spese militari.
Intanto, il presidente Trump si prepara a celebrare la firma della legge come una vittoria simbolica e politica, in vista della campagna per il secondo mandato.
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