di Carlo Longo
Oggi attesa una telefonata tra Vladimir Putin e Donald Trump. In agenda anche una conversazione tra Trump e Zelensky, mentre cresce la tensione sull’invio di armi all’Ucraina
Giovedì 3 luglio si profila come una giornata significativa sul piano geopolitico: è prevista infatti una telefonata tra il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, e l’ex presidente statunitense e candidato alla Casa Bianca, Donald Trump. Entrambi i leader hanno confermato il contatto: Trump lo ha fatto attraverso un post pubblicato sul suo social network Truth Social, mentre Putin ha menzionato il colloquio durante un intervento in occasione di una visita a un’esposizione di prodotti russi presso il centro nazionale “Russia”.
Durante l’evento, il presidente russo ha accennato alla possibilità di proporre a Trump di valutare l’ingresso sul mercato americano di alcuni prodotti esposti. La chiamata tra i due è attesa per le ore 16:00 italiane e potrebbe toccare argomenti delicati come la guerra in Ucraina, le sanzioni economiche e le relazioni bilaterali in fase di stallo.
Trump sentirà anche Zelensky: focus sugli aiuti militari
La giornata di domani, 4 luglio, potrebbe essere altrettanto cruciale. Secondo quanto riferito dal Financial Times, Donald Trump dovrebbe intrattenere un colloquio anche con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il tema centrale sarà la sospensione parziale degli aiuti militari statunitensi a Kiev.
Fonti interne riportate da Politico affermano che la decisione di interrompere temporaneamente le forniture militari abbia sorpreso anche i consiglieri più vicini a Trump. Una delle preoccupazioni maggiori, secondo il Dipartimento della Difesa americano, riguarda la carenza di scorte relative a particolari armamenti. Elbridge Colby, a capo della divisione politiche strategiche del Pentagono, avrebbe raccomandato un’accelerazione delle decisioni per evitare il rischio di rimanere impreparati sul campo.
Droni americani per Kiev: accordo di produzione congiunta
Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si trova in Danimarca, dove ha partecipato all’apertura ufficiale della presidenza semestrale danese del Consiglio dell’Unione Europea. Durante una conferenza stampa tenuta ad Aarhus, Zelensky ha annunciato un importante accordo industriale con un’azienda americana, Swift Beat, per la produzione condivisa di droni militari.
Secondo le dichiarazioni del leader ucraino, l’intesa prevede la fabbricazione di centinaia di migliaia di unità entro la fine dell’anno. Si tratta di diverse tipologie di droni, tra cui modelli da ricognizione, intercettori per contrastare minacce aeree e velivoli a lungo raggio per attacchi mirati. L’obiettivo è rafforzare la capacità difensiva dell’Ucraina, soprattutto in un momento di incertezza sull’appoggio esterno.
Von der Leyen: «Lo stop Usa è un campanello d’allarme per l’Europa»
Dalla stessa Aarhus, è intervenuta anche la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, che ha espresso preoccupazione per il blocco statunitense alla fornitura di armi. La leader europea ha definito la situazione un segnale chiaro per l’Europa affinché aumenti i propri sforzi nel supportare l’Ucraina, non solo come Unione Europea, ma come continente unito.
Sulla stessa linea anche Mette Frederiksen, primo ministro danese e attuale presidente di turno dell’Ue, che ha sottolineato come l’eventuale disimpegno americano rappresenterebbe un ostacolo serio per la Nato e per la solidità della partnership euro-atlantica con Kiev. Frederiksen ha ribadito l’intenzione di proseguire con il sostegno all’Ucraina anche in assenza di un impegno costante da parte di Washington
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