di Carlo Longo

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli annuncia la sua assenza dalla finale del Premio Strega. Tra ironie, frecciate e tensioni con il mondo culturale, si apre un nuovo fronte tra politica e letteratura

giuliIl ministro della Cultura Alessandro Giuli non parteciperà alla serata conclusiva del Premio Strega, in programma oggi, giovedì 3 luglio, a Roma. L’annuncio arriva direttamente dal ministro con una nota polemica: «Sono stato sì invitato alla serata della premiazione – ha spiegato all’Adnkronos – ma dalla Fondazione Bellonci, dopo la mia nomina, non ho ricevuto alcun segnale, nemmeno un libro candidato. Forse da Amico della domenica sono diventato nemico della domenica». Al suo posto, ha fatto sapere, volerà in Germania per un incontro istituzionale

con il ministro della Cultura tedesco.

Una battuta che lascia il segno

Giuli sceglie l’ironia per stemperare la tensione, lanciando una frecciata sarcastica anche alla conduttrice assente Geppi Cucciari: «La serata del Premio Strega sarà bella lo stesso. Magari un po’ meno divertente, senza Geppi Cucciari e Alessandro Giuli». Un commento che non è passato inosservato e che accende i riflettori su un’assenza istituzionale senza precedenti.

Il peso simbolico del Premio strega

Che un ministro della Cultura scelga di non presenziare alla finale dello Strega non è cosa da poco. Il premio letterario resta, al netto di polemiche e controversie, il riconoscimento più prestigioso della narrativa italiana. La sua storica giuria, composta dagli “Amici della Domenica” – personalità di spicco del mondo culturale, editoriale e politico – è da sempre specchio dell’intellettualità del Paese. Da qui, la portata simbolica del gesto di Giuli.

L’editoria italiana tra attese e riforme mancate

Ufficialmente, l’assenza del ministro è giustificata da un impegno diplomatico in Germania. Ma nel mondo editoriale c’è chi legge il gesto come un segnale di distanza rispetto a un settore che chiede da tempo riforme concrete. L’Associazione Italiana Editori, per voce del presidente Cipolletta, ha ribadito l’urgenza di attuare i finanziamenti alle biblioteche e rilanciare le Carte cultura. La risposta del governo, però, tarda ad arrivare.

La replica della Fondazione Bellonci

Alle parole del ministro risponde con toni distensivi Stefano Petrocchi, direttore della Fondazione Bellonci: «I libri non gli sono stati inviati perché, dopo la sua nomina, si è dimesso dalla giuria. Gli editori spediscono i volumi solo ai giurati». Petrocchi aggiunge che i rapporti con il ministro sono rimasti cordiali e ricorda l’incontro recente al Salone del Libro di Torino. «Saremo felici di riaccoglierlo alla prossima edizione dello Strega», afferma, aprendo anche alla possibilità che Giuli possa tornare tra gli Amici della Domenica.

La lettera di dimissioni dal Premio Strega

In effetti, Giuli aveva comunicato la propria uscita dalla giuria con una lettera formale indirizzata alla Fondazione, in cui dichiarava incompatibile il ruolo di ministro con quello di giurato: «L’assunzione di tale Ufficio non mi consente di continuare a far parte del gruppo degli Amici della domenica». Una decisione che oggi sembra rimbalzargli contro, alimentando un clima di sospetto e risentimento.

Frecciate tra Giuli e Geppi: un duello a distanz

Il riferimento a Geppi Cucciari, assente per le riprese di un film, non è casuale. I due si erano già scambiati battute pungenti. In occasione della presentazione dei David di Donatello al Quirinale, Cucciari aveva ironizzato sull’oratoria del ministro, paragonandola a un disco dei Black Sabbath ascoltato al contrario. Giuli aveva poi replicato pubblicamente durante un evento a Firenze, accusando la sinistra di essersi ridotta a fare affidamento sui comici come riferimento culturale.

Critiche, satira e accuse di ideologia

Non solo Cucciari. Il ministro ha bollato come “rumorosa minoranza” anche le critiche arrivate da attori come Elio Germano sulla riforma del tax credit per il cinema. Giuli sostiene che una certa intellighenzia, incapace di accettare il cambiamento, continui a occupare i luoghi simbolici della cultura per fare propaganda ideologica, difendendo una visione “ombelicale” e autoreferenziale della letteratura.

Il premio va avanti: tutti a Villa Giulia

Nel frattempo, il Premio Strega prosegue il suo percorso. Questa sera, come da tradizione, la finale si svolgerà al Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma, preceduta da una cena riservata. I libri in lizza sono L‘anniversario di Andrea Bajani (Feltrinelli), che ha ricevuto 280 voti da parte degli Amici della Domenica, ovvero i votanti ufficiali di questo premio. Seguono Quello che so di te di Nadia Terranova (Guanda) con 226 voti, Perduto è questo mare di Elisabetta Rasy (Rizzoli), 205 voti. E infine un ex aequo con 180 voti tra Paolo Nori con Chiudo la porta e urlo (Mondadori) e Michele Ruol con Inventario di quel che resta dopo che la foresta brucia (TerraRossa).

Questi cinque libri sono stati scelti all’interno della dozzina dei semifinalisti, annunciata lo scorso aprile, e da cui quindi alla fine sono rimasti esclusi i seguenti titoli: Valerio Aiolli, Portofino blues (Voland); Saba Anglana, La signora meraviglia (Sellerio); Elvio Carrieri, Poveri a noi (Ventanas); Deborah Gambetta, Incompletezza. Una storia di Kurt Gödel (Ponte alle Grazie); Wanda Marasco, Di spalle a questo mondo (Neri Pozza); Renato Martinoni, Ricordi di suoni e di luci. Storia di un poeta e della sua follia (Manni); Giorgio van Straten, La ribelle. Vita straordinaria di Nada Parri (Laterza).

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