di Emilia Morelli

Approvata al Senato la controversa legge di bilancio voluta da Donald Trump. Voto decisivo del vicepresidente Vance. Scontro con Elon Musk e tagli a Medicaid
Il Senato degli Stati Uniti ha approvato con una risicatissima maggioranza di 51 voti contro 50 la nuova legge di bilancio voluta da Donald Trump. A fare la differenza è stato il voto del vicepresidente J. D. Vance, che ha spezzato l’equilibrio determinato dalla defezione di tre senatori repubblicani: Susan Collins (Maine), Thom Tillis (North Carolina) e Rand Paul (Kentucky), contrari al provvedimento.
La notizia ha raggiunto Trump mentre si trovava in Florida per l’inaugurazione dell’Alligator Alcatraz, un nuovo centro di detenzione per immigrati situato nel cuore di un parco subtropicale, circondato da alligatori. “Penso che adesso la legge passerà bene anche alla Camera,” ha commentato il presidente, fiducioso di poterla firmare entro il 4 luglio, festa dell’Indipendenza americana.
Il “Big Beautiful Bill Act”: tagli, deficit e tensioni politiche
La legge di bilancio, ribattezzata Big Beautiful Bill Act, ha diviso profondamente il fronte repubblicano. Se da un lato la leadership del partito – rappresentata dal capogruppo al Senato John Thune – ha assicurato il sostegno alla misura, dall’altro le critiche non sono mancate, soprattutto per l’impatto previsto sul deficit: +3.800 miliardi di dollari in 10 anni.
I democratici hanno espresso forte opposizione, denunciando in particolare i tagli a Medicaid, il programma di assistenza sanitaria per i più vulnerabili. Milioni di americani rischiano ora di perdere l’accesso a cure mediche, soprattutto nelle zone rurali dove spesso le strutture sanitarie sono uniche nel raggio di decine di chilometri.
Elon Musk contro Trump: scontro sui sussidi e minacce di espulsione
A infiammare ulteriormente il clima è stato lo scontro pubblico tra Trump ed Elon Musk, l’ex alleato diventato uno dei principali critici del piano economico. Il CEO di Tesla, X e SpaceX ha denunciato su X (ex Twitter) i tagli ai sussidi per i veicoli elettrici, accusando il presidente di incoerenza fiscale: “Chi vota per aumentare il debito dopo aver promesso tagli dovrebbe vergognarsi!”
La reazione di Trump è stata durissima: il presidente ha ventilato l’ipotesi di espellere Musk dagli Stati Uniti, ipotizzando un suo ritorno in Sudafrica. Su TruthSocial ha scritto:
“Elon potrebbe ricevere più sussidi di qualsiasi altro essere umano nella storia. Senza questi aiuti, dovrebbe chiudere e tornare in Sudafrica.”
Trump ha anche suggerito di tagliare tutti i finanziamenti federali alle aziende di Musk, dichiarando che il Paese “risparmierebbe una fortuna” e scherzando sull’affidare l’analisi dei costi a “DOGE”.
Verso le elezioni del 2026: alleanze e minacce politiche
Musk ha poi rilanciato con l’idea di fondare un nuovo partito politico, accusando i membri di entrambe le parti di appartenere al “Porky Pig Party”, critica ironica al continuo aumento della spesa pubblica. Ha anche minacciato di finanziare i candidati rivali dei repubblicani alle primarie del 2026, creando panico tra i più moderati.
Nonostante ciò, la Casa Bianca ha ottenuto il via libera al Senato promettendo fondi mirati per i distretti elettorali dei senatori indecisi, una mossa politica che ha convinto anche Lisa Murkowski (Alaska) a sostenere la legge.
Un voto strategico in vista del 4 luglio
Con l’approvazione al Senato, la palla passa ora alla Camera dei Rappresentanti. Trump è intenzionato a firmare la legge entro il 4 luglio per poterla presentare come simbolo del patriottismo economico e della “difesa dei veri americani”. Ma il prezzo politico e sociale del provvedimento – tra scontri interni al partito, attacchi a Musk e tagli a programmi sociali – potrebbe farsi sentire alle urne, nelle elezioni di midterm del 2026.
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