di Aisha Harrison

Dopo aver annunciato una fragile tregua, il presidente Usa  attacca entrambe le parti per presunte violazioni. Il cessate il fuoco regge a fatica mentre il mondo osserva con apprensione.

 

usa“Non sganciate quelle bombe. Riportate subito a casa i vostri piloti.” Con queste parole dure, pubblicate su Truth Social, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha criticato apertamente sia Israele che l’Iran, poche ore dopo aver annunciato un cessate il fuoco che avrebbe dovuto porre fine a dodici giorni di guerra ad alta intensità tra i due Paesi. Come riportato dal New York Times,  Trump si è scagliato contro entrambe le parti, accusandole di aver violato l’accordo raggiunto la sera prima, che aveva colto di sorpresa persino alcuni membri della sua amministrazione.

Accuse e smentite: la tregua è già fragile

Israele ha accusato Teheran di aver lanciato missili subito dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco, affermando che avrebbe “risposto con forza”. Dall’altra parte, i media iraniani e i vertici militari hanno negato ogni attacco, alimentando il clima di incertezza. Secondo fonti israeliane, le sirene hanno risuonato nel nord del paese a circa due ore dalla tregua, segnalando nuovi lanci missilistici. Il giorno prima, la tensione era salita alle stelle con scambi di fuoco incessanti: Israele aveva colpito postazioni di lancio in Iran occidentale, mentre Teheran aveva risposto con quattro ondate di missili balistici, una delle quali ha colpito un edificio residenziale a Beersheba, uccidendo almeno quattro persone.

Un cessate il fuoco delicato

Alle 7:30 del mattino (ora israeliana), sembrava essere tornata una calma temporanea: l’esercito israeliano ha autorizzato i cittadini a uscire dai rifugi, e poco dopo Trump ha ufficializzato l’entrata in vigore della tregua: “PER FAVORE, NON VIOLATELA!”, ha scritto. Solo alle 9:00 circa il governo israeliano ha confermato l’adesione al cessate il fuoco, dichiarando di aver raggiunto i propri obiettivi militari “in pieno coordinamento con il presidente Trump”. Anche l’Iran ha rivendicato la tregua come prova della propria “resistenza militare vittoriosa”.

Il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti

Il conflitto aveva assunto una nuova dimensione domenica, quando gli Stati Uniti erano intervenuti al fianco di Israele bombardando tre siti nucleari iraniani, incluso uno sotterraneo fino ad allora considerato inaccessibile. Teheran aveva risposto con un attacco missilistico alla base americana di Al Udeid in Qatar, preannunciato in anticipo per evitare vittime e aprire uno spiraglio diplomatico.

Reazioni internazionali e sollievo nei mercati

La comunità internazionale ha accolto con sollievo l’annuncio del cessate il fuoco, pur mantenendo un tono prudente. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha dichiarato: “Se un cessate il fuoco è stato davvero raggiunto, allora è da accogliere con favore. Speriamo che sia duraturo.” Anche il presidente francese Emmanuel Macron ha apprezzato l’annuncio, avvertendo però che “la situazione resta volatile e instabile”.Nei mercati asiatici, la tregua ha avuto un impatto immediato: le borse sono salite, con Seul in aumento del 3%. Anche i futures dello S&P 500 hanno registrato un rialzo dell’1%, mentre il prezzo del petrolio è tornato ai livelli pre-bellici.

Un equilibrio narrativo per evitare il peggio

Secondo gli analisti citati dal New York Times, l’attacco iraniano – che non ha provocato vittime statunitensi – ha permesso a tutte le parti in causa di “salvare la faccia” e di costruirsi una narrativa di vittoria. Un equilibrio precario, certo, ma sufficiente a evitare l’escalation verso una guerra totale.

Il ruolo di Trump: mediatore o provocatore?

Il ruolo di Donald Trump in questa crisi rimane ambiguo. Se da un lato ha rivendicato il merito di aver mediato un cessate il fuoco storico, dall’altro il suo tono aggressivo e imprevedibile rischia di minarne la tenuta. Dopo aver scatenato il conflitto con bombardamenti mirati, ora si pone come garante della pace, minacciando di intervenire se la tregua sarà violata.

Una cosa è certa: il destino della tregua, e della stabilità della regione, è ancora nelle mani di un equilibrio politico e militare estremamente fragile. E la prossima mossa, come sempre, sarà decisiva.

 

 

 

 

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo “Non sganciate quelle bombe. Riportate subito a casa i vostri piloti”. La furia di Trump contro Israele e Iran proviene da Associated Medias.