di Ennio Bassi
Il presidente ha agito unilateralmente, scatenando forti critiche da parte dell”opposizione che denuncia violazione costituzionale e chiede il coinvolgimento del Congresso

Secondo quanto riferito dalla Cnn, il presidente Donald Trump e il suo team hanno informato in anticipo i principali leader repubblicani del Congresso prima dei raid contro le installazioni nucleari iraniane, mentre i massimi esponenti democratici sono stati avvertiti soltanto dopo il lancio delle bombe.
Il presidente della Camera, Mike Johnson, e il leader della maggioranza al Senato, John Thune, entrambi repubblicani, sono stati informati preventivamente delle operazioni militari statunitensi contro i siti di Fordo, Natanz e Isfahan, come confermato da più fonti del GOP. Al contrario, il leader della minoranza al Senato, Chuck Schumer, e quello alla Camera, Hakeem Jeffries, hanno ricevuto notifica poco prima dell’annuncio pubblico, ma solo dopo che gli attacchi erano stati effettuati. Analogamente, i vertici democratici delle commissioni di intelligence di Camera e Senato, il senatore Mark Warner e il deputato Jim Himes, sono stati informati solo a raid conclusi.
Le reazioni ai bombardamenti si sono divise lungo le linee di partito: la maggioranza dei repubblicani ha immediatamente espresso il proprio sostegno all’azione del presidente, mentre la stragrande maggioranza dei democratici ha condannato la decisione di procedere senza l’approvazione del Congresso, chiedendo briefing riservati.
Mike Johnson ha difeso Trump su X (ex Twitter), affermando: “I leader del Congresso erano consapevoli dell’urgenza della situazione e il comandante in capo ha valutato che il pericolo imminente superava il tempo necessario affinché il Congresso agisse. Il presidente rispetta pienamente i poteri del Congresso e questo attacco necessario, limitato e mirato segue la tradizione di azioni militari simili sotto presidenti di entrambi i partiti”.
Solo tre deputati repubblicani hanno manifestato dubbi pubblici sull’azione, tra cui Thomas Massie, che ha annunciato l’intenzione di spingere per un voto completo alla Camera volto a limitare i poteri bellici del presidente.
I raid di sabato notte hanno intensificato il dibattito sul controllo del Congresso sull’uso della forza militare, con votazioni previste a breve in entrambe le camere.
Il senatore democratico Mark Warner ha duramente criticato l’amministrazione Trump per aver agito “senza consultare il Congresso, senza una strategia chiara, ignorando le conclusioni dell’intelligence e senza spiegare agli americani cosa è in gioco”. Warner ha chiesto al presidente di presentarsi immediatamente davanti al Congresso per illustrare gli obiettivi strategici e come intenda proteggere i cittadini e impedire un conflitto costoso e evitabile.
Anche il senatore Tim Kaine ha confermato la volontà di forzare un voto al Senato per riaffermare il ruolo del Congresso, presentando una risoluzione che impone a Trump di ottenere l’approvazione preventiva prima di nuovi attacchi contro l’Iran.
Dal lato democratico, l’azione è stata definita “incostituzionale” e “un’offesa perseguibile con l’impeachment” da diversi esponenti, tra cui il deputato Sean Casten e il senatore indipendente Bernie Sanders. Jeffries ha ammonito che i militari americani nella regione potrebbero subire rappresaglie iraniane e ha richiesto briefing riservati immediati.
Il democratico di New York ha inoltre accusato Trump di aver “ingannato il paese sulle sue intenzioni”, di aver ignorato il Congresso e di aver aumentato il rischio di una guerra disastrosa in Medio Oriente.
Tra le rare eccezioni, il senatore democratico John Fetterman ha elogiato l’intervento, definendolo “la mossa giusta” contro il principale sponsor mondiale del terrorismo.
Anche alcuni conservatori repubblicani hanno manifestato riserve sull’operazione, chiedendo un voto del Congresso. Warren Davidson ha sottolineato che “è difficile concepire una giustificazione costituzionale” per l’azione unilaterale di Trump, mentre Marjorie Taylor Greene aveva avvertito contro un coinvolgimento bellico, auspicando la pace.
Un funzionario della Casa Bianca ha definito le comunicazioni preventive ai membri del Congresso una “cortesì”, senza fornire spiegazioni sul diverso trattamento riservato a repubblicani e democratici.
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L’articolo Trump informa solo i repubblicani prima dei raid sull’Iran, i democratici avvisati dopo l’attacco. E’ scontro proviene da Associated Medias.

