di Emilia Morelli
Innalzata la vigilanza su 29mila obiettivi sensibili in Italia dopo l’attacco americano all’Iran. Sotto sorveglianza basi USA, porti, aeroporti e il Vaticano
L’attacco degli Stati Uniti contro l’Iran ha immediatamente innescato un innalzamento dei livelli di allerta anche in Italia. Il Viminale ha annunciato il rafforzamento delle misure di prevenzione antiterrorismo, concentrando l’attenzione su tutti i potenziali obiettivi sensibili presenti sul territorio nazionale. Tra questi figurano basi militari, infrastrutture critiche, ambasciate, edifici istituzionali e luoghi di culto.
Siti americani e israeliani nel mirino
Secondo quanto emerso dalle riunioni del Comitato di Analisi Strategica Antiterrorismo (Casa) e del Comitato Nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica (Cnosp), sono oltre 29.000 i siti attualmente sotto sorveglianza rafforzata. Di questi, oltre 10.000 sono infrastrutture critiche mentre circa un migliaio riguardano interessi statunitensi e israeliani. La situazione è seguita minuto per minuto dai vertici delle forze dell’ordine, dalle agenzie di intelligence e dai reparti specializzati in sicurezza cibernetica.
Rischio lupi solitari: il nemico più difficile da individuare
Nonostante non vi sia al momento un’allerta specifica, il rischio percepito più elevato è quello legato ai cosiddetti lupi solitari: soggetti radicalizzati spesso giovanissimi, formati online e pronti ad agire in modo imprevedibile. Sono proprio questi profili, difficilmente monitorabili dalle forze di sicurezza, a rappresentare la maggiore fonte di preoccupazione.
Sotto controllo Vaticano, porti e aeroporti
Tra gli obiettivi considerati più sensibili figurano anche porti e aeroporti, soprattutto in vista dell’arrivo estivo di decine di migliaia di turisti statunitensi. Sorveglianza rafforzata anche per il Vaticano, sia per il suo valore simbolico che per la presenza di Papa Leone XIV, il primo pontefice statunitense della storia. L’intero apparato di sicurezza è stato attivato per prevenire eventuali attacchi o azioni dimostrative.
Basi militari americane blindate
Le principali basi militari statunitensi presenti in Italia sono state poste sotto stretta sorveglianza. Si tratta di circa 12.000 militari dislocati in installazioni strategiche come Napoli, La Spezia, Sigonella, Aviano, Motta di Livenza, Ederle, Camp Darby, Gaeta, Solbiate Olona e Ghedi. In ognuna di queste sedi sono stati potenziati i sistemi di sicurezza e rafforzati i controlli sugli accessi.
Vertice al Viminale: focus anche sulla cybersicurezza
Nel pomeriggio, al Ministero dell’Interno si è svolta una nuova riunione del Cnosp presieduta dal ministro Matteo Piantedosi. Presenti anche i vertici delle agenzie di intelligence e delle forze di polizia. Si è discusso non solo della protezione fisica degli obiettivi sensibili, ma anche del rischio di attacchi informatici. Secondo il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il livello di guardia in ambito cibernetico è stato ufficialmente innalzato, vista la possibilità di offensive digitali mirate.
Nessuna implicazione diretta dell’Italia
Nel corso di un’intervista al Tg3, il ministro Tajani ha precisato che l’Italia non ha preso parte all’attacco statunitense contro l’Iran. “Non c’è stata nessuna richiesta da parte degli Stati Uniti e nessun aereo è partito dal nostro Paese”, ha chiarito. Tuttavia, le autorità italiane continuano a monitorare la situazione con la massima attenzione per proteggere cittadini e strutture da eventuali ripercussioni.
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