di Emilia Morelli

Il 21 giugno oltre 400 associazioni scendono in piazza a Roma contro il riarmo e la cooperazione militare con Israele. M5S e Verdi-Sinistra presenti. PD diviso, Schlein assente

manifestazioneCresce la mobilitazione contro l’escalation militare e la politica di cooperazione tra Italia e Israele. Sabato 21 giugno, Roma ospiterà una grande manifestazione nazionale promossa da più di 400 organizzazioni della società civile, movimenti pacifisti, ong e realtà del terzo settore, che chiederanno lo stop agli accordi militari con Tel Aviv e si opporranno al piano di riarmo europeo.

La protesta arriva in un momento cruciale: mentre il governo Meloni mantiene aperto il canale della cooperazione strategica con Israele, anche sul piano della difesa, una parte crescente dell’opinione pubblica e della politica italiana si schiera per una linea alternativa. In piazza ci saranno anche delegazioni del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi-Sinistra, che hanno annunciato il pieno sostegno all’iniziativa.

Assenti i vertici del Partito Democratico, che continua a mostrarsi diviso sul tema. La segretaria Elly Schlein non parteciperà, essendo attesa ad Amsterdam per un evento dei Socialisti europei, mentre alcuni esponenti dem – tra cui Arturo Scotto – hanno confermato la loro presenza al corteo a titolo personale. L’assenza della segretaria riflette le tensioni interne al partito, spaccato tra l’anima più centrista favorevole agli investimenti in difesa, rappresentata da Pina Picierno, e le posizioni pacifiste di una parte della base.

La mozione unitaria delle opposizioni: revocare i patti militari con Israele

Alla vigilia della manifestazione, i leader di PD, M5S e AVS hanno comunque fatto fronte comune in Parlamento. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno firmato e depositato una mozione congiunta che chiede la revoca immediata del memorandum d’intesa nel settore della difesa con il governo israeliano e la sospensione di ogni forma di collaborazione militare.

Nel testo si accusa l’esecutivo Meloni di aver mantenuto una “complice neutralità” di fronte alle operazioni condotte da Israele nella Striscia di Gaza. “Le tensioni con l’Iran hanno oscurato le gravi violazioni in atto a Gaza e i piani di annessione della Cisgiordania”, scrivono i quattro leader, denunciando il silenzio dell’Italia come una colpa politica. “Non ci volteremo dall’altra parte. Questo massacro non sarà compiuto in nostro nome.”

Riarmo europeo: il PD resta spaccato

Oltre al rapporto con Israele, al centro della protesta c’è anche il tema del riarmo dell’Unione Europea. Il piano proposto dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha già spaccato la delegazione del PD a Bruxelles: alcuni eurodeputati si sono astenuti, altri hanno votato contro. La manifestazione del 21 giugno rappresenta un ulteriore banco di prova per il partito, sempre più in bilico tra sostegno all’Alleanza Atlantica e spinta pacifista proveniente dalla base.

La piazza romana, nel frattempo, si prepara a inviare un messaggio forte: fermare l’escalation militare e riprendere il dialogo come unica via per la pace. Mentre il governo rafforza le alleanze militari, una parte dell’Italia scende in strada per dire no al riarmo e alla complicità nelle guerre altrui.

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