di Emilia Morelli
Donald Trump annuncia che deciderà entro due settimane se intervenire militarmente contro l’Iran. Washington parla ancora di negoziati, ma cresce la tensione dopo gli attacchi di Israele
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha comunicato che la sua amministrazione è in fase di riflessione avanzata su un possibile intervento militare contro l’Iran. La decisione finale sarà presa entro le prossime due settimane. A renderlo noto è stata Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, durante un incontro con la stampa. Nella dichiarazione ufficiale, letta a nome di Trump, si sottolinea però anche l’esistenza di una “sostanziale opportunità” per un dialogo diretto con Teheran.
Leavitt: “Trump è un pacificatore, ma non teme l’uso della forza”
Durante il briefing, Leavitt ha tracciato un profilo del presidente come “un leader che cerca la pace”, pur precisando che Trump “non esiterà a impiegare mezzi militari se necessario”. La portavoce ha ribadito che la priorità degli Stati Uniti è evitare che la Repubblica Islamica dell’Iran riesca a dotarsi dell’arma nucleare. Secondo la Casa Bianca, infatti, questo obiettivo resta al centro della politica estera americana, in linea con il sostegno fornito a Israele, definito “fermo ma calibrato”.
Washington: “Israele ha colpito più duramente del previsto”
Secondo fonti ufficiali, gli attacchi condotti da Israele nei confronti dell’Iran nei giorni scorsi hanno superato le previsioni della Casa Bianca. Tuttavia, Trump mantiene un dialogo costante con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Il coordinamento tra Washington e Tel Aviv continua, anche se l’amministrazione statunitense sottolinea l’urgenza di valutare tutte le opzioni prima di intraprendere un’azione militare diretta.
Canale aperto con Teheran: la missione di Witkoff
Segnali di apertura verso la diplomazia arrivano dalla figura di Steve Witkoff, l’inviato personale di Trump, che ha avviato un canale diretto con rappresentanti iraniani sin dall’inizio delle operazioni militari israeliane. Witkoff sta tentando di mediare per trovare una soluzione diplomatica che possa scongiurare un conflitto su larga scala. La finestra temporale di due settimane, indicata da Trump, coinciderebbe con il periodo in cui, secondo la Casa Bianca, Teheran potrebbe completare lo sviluppo di un’arma nucleare.
L’atomica iraniana tra propaganda e intelligence
Secondo la versione fornita dalla Casa Bianca, l’Iran sarebbe vicino alla capacità di produrre un’arma nucleare entro un paio di settimane. Tuttavia, tale stima è contestata da fonti dell’intelligence americana e da organismi internazionali. La CIA e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) stimano che Teheran, pur avendo aumentato il livello di arricchimento dell’uranio, impiegherebbe almeno tre anni per costruire un ordigno funzionante. Il divario tra le valutazioni ufficiali e quelle tecniche accende ulteriormente il dibattito.
Un momento cruciale per la politica estera statunitense
Il possibile coinvolgimento diretto degli Stati Uniti in un conflitto contro l’Iran rappresenta un punto di svolta nella strategia internazionale della Casa Bianca. Mentre Trump tenta di bilanciare le pressioni interne e le alleanze regionali, il mondo resta in attesa della sua decisione, che potrebbe influenzare profondamente gli equilibri geopolitici in Medio Oriente e oltre.
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati
L’articolo Trump valuta l’intervento militare contro l’Iran: decisione entro due settimane proviene da Associated Medias.

