di Carlo Longo

Il conflitto tra Iran e Israele entra in una fase cruciale: Trump valuta raid americani contro impianti nucleari, mentre Khamenei cede il potere ai pasdaran. Attacco cyber a banca iraniana

israele iranL’escalation tra Israele e Iran sembra vicina a un punto di svolta. Secondo fonti vicine all’amministrazione americana, gli Stati Uniti starebbero valutando un’operazione militare diretta, che avrebbe come obiettivo principale la distruzione degli impianti nucleari iraniani. Il sito sotterraneo di Fordow, già menzionato in passato come una potenziale minaccia, sarebbe al centro dei piani di attacco.

Nel frattempo, dalla capitale iraniana emergono segnali di discontinuità ai vertici del potere. L’Ayatollah Ali Khamenei si sarebbe rifugiato in un bunker segreto nei pressi di Teheran, delegando ufficialmente ogni responsabilità decisionale al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran). Una mossa, secondo fonti interne, che servirebbe a garantire la continuità della catena di comando anche in condizioni estreme.

Movimenti aerei americani e riunioni d’emergenza: il Pentagono si prepara

In risposta al deterioramento della situazione, gli Stati Uniti hanno intensificato i movimenti militari nel Medio Oriente. Diversi analisti OSINT (Open Source Intelligence) segnalano lo spostamento di velivoli strategici, tra cui i bombardieri B-2, capaci di trasportare le potenti bombe GBU-57 “bunker buster”, progettate per colpire installazioni sotterranee come Fordow.

Alle 19 ora italiana, il Consiglio di sicurezza americano guidato dal presidente Donald Trump si riunirà per decidere i prossimi passi. Secondo il giornalista israeliano Barak Ravid, il primo ministro Benjamin Netanyahu sarebbe fiducioso in un imminente coinvolgimento diretto degli USA nel conflitto.

Trump: “Controlliamo i cieli iraniani”

Sul fronte delle comunicazioni ufficiali, Trump ha scritto un post su Truth Social in cui rivendica la superiorità aerea americana sopra l’Iran. “Controlliamo completamente i cieli. Nessuna difesa iraniana può competere con la nostra tecnologia. L’America non ha rivali in questo campo”, ha dichiarato. Il presidente ha ribadito la volontà di evitare attacchi diretti ai civili, ma ha ammonito: “La nostra pazienza ha un limite. Se l’Iran non si arrende, subirà conseguenze gravi”.

Tel Aviv punta alla leadership iraniana

Oltre agli obiettivi militari, Israele sembra mirare alla destabilizzazione della leadership di Teheran. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha lanciato un avvertimento esplicito all’indirizzo di Khamenei: “Chi segue le orme di Saddam Hussein farà la sua stessa fine”. Tuttavia, Trump ha precisato di non voler perseguire un cambio di regime al momento: “Sappiamo dove si nasconde, ma non lo elimineremo. Non ora”.

Merz al G7: “Israele combatte anche per noi”

Sul fronte europeo, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha espresso un forte sostegno all’azione israeliana durante il G7. “Israele sta facendo il lavoro che noi non possiamo fare. Se Teheran non ritirerà il suo programma nucleare, la sua eliminazione diventerà inevitabile”, ha dichiarato. Ha poi sottolineato che un’operazione di tale portata richiederà inevitabilmente il coinvolgimento americano.

Le centrali colpite e la risposta di Teheran

Le forze armate israeliane (Idf) hanno continuato a colpire obiettivi strategici nel territorio iraniano. Raid aerei hanno interessato centrali nucleari a Isfahan e Natanz, dove secondo l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) sarebbero stati registrati danni significativi. In risposta, l’Iran ha lanciato missili su Tel Aviv e, secondo l’agenzia iraniana Tasnim, avrebbe colpito anche una base del Mossad.

Un appello all’unità dall’opposizione iraniana

In un raro atto di solidarietà con il governo, anche i riformisti iraniani hanno invitato alla coesione nazionale. Javad Emam, portavoce del Fronte Riformista, ha dichiarato che “ogni attacco alle istituzioni statali è un attacco all’Iran stesso”. Ha inoltre escluso qualsiasi possibilità di negoziato con gli Stati Uniti in queste condizioni: “Non si può parlare di pace sotto le bombe”.

Idf: “Eliminato il comandante delle forze armate iraniane”

L’esercito israeliano ha reso noto di aver colpito e ucciso Ali Shadmani, capo di stato maggiore delle forze armate iraniane e stretto consigliere dell’Ayatollah. Era subentrato di recente a Gholamali Rashid, anch’egli eliminato da un’operazione dell’Idf. Il generale Shlomi Binder, capo dell’intelligence militare israeliana, ha affermato che presto verranno avviate nuove missioni in aree strategiche del Paese.

Cyberattacco paralizza Bank Sepah

Sul fronte digitale, un cyberattacco rivendicato dal gruppo di hacker Predatory Sparrow ha messo fuori uso i sistemi informatici di Bank Sepah, una delle principali banche pubbliche iraniane. In un messaggio pubblicato su X, il collettivo ha accusato l’istituto di aver finanziato il programma missilistico e nucleare del regime, aggirando le sanzioni internazionali.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati

L’articolo Iran-Israele, gli USA valutano un’azione militare diretta proviene da Associated Medias.