di Annachiara Mottola di Amato

A tu per tu con Ugo Di Francesco, Ceo dell’azienda leader nel settore farmaceutico e specializzata nella cura delle malattie rare
Servire e proteggere una comunità globale di pazienti affetti da malattie rare e gravi. E’ questo lo spirito di Kedrion Biopharma, un’azienda leader nel settore farmaceutico con una missione che va oltre il semplice business. Parlando con il Ceo, Ugo Di Francesco, abbiamo avuto l’opportunità di scoprire più da vicino come Kedrion si impegna a garantire qualità e sicurezza dei suoi prodotti, a innovare attraverso progetti di ricerca all’avanguardia e a promuovere una cultura di sostenibilità e responsabilità sociale. Parleremo anche delle sfide che affrontano nel settore della donazione di plasma, delle strategie di espansione internazionale e delle prospettive future di questa realtà che, con un Dna italiano e una visione globale, si distingue per il suo impegno umanitario e scientifico.
Qual è la mission principale di Kedrion e come si differenzia nel panorama farmaceutico internazionale?
La missione di Kedrion Biopharma è servire e proteggere una comunità globale di pazienti affetti da malattie rare e gravi, come i disturbi della coagulazione e i disturbi neurologici, e le Immunodeficienze. Ci occupiamo della raccolta di plasma umano e della produzione di farmaci plasmaderivati: terapie biologiche essenziali che salvano vite e migliorano la qualità della vita di migliaia di persone nel mondo.
Ci distinguiamo nel panorama farmaceutico internazionale per il nostro impegno a generare un impatto positivo attraverso la scienza e l’umanità, lungo tutto il percorso che va dal donatore di plasma al paziente. Un tratto distintivo della nostra identità è anche l’attenzione alle malattie ultra-rare, che colpiscono un numero estremamente limitato di persone, talvolta una su un milione, e che spesso restano prive di soluzioni terapeutiche adeguate.
Con una presenza in oltre 100 Paesi, un DNA italiano e una visione globale, Kedrion si posiziona come un attore unico, capace di coniugare eccellenza scientifica, empatia e responsabilità sociale.
Come l’azienda garantisce la qualità e la sicurezza dei prodotti derivati dal plasma?
La qualità e la sicurezza sono i pilastri su cui si fonda ogni attività di Kedrion. Attraverso un rigoroso programma globale di Quality Assurance, l’azienda assicura il rispetto – e spesso il superamento – degli standard normativi internazionali. Oltre a tutte le autorizzazioni regolatorie, i nostri siti di frazionamento sono certificati QSEAL dalla Plasma Protein Therapeutics Association (PPTA), associazione globale di riferimento del nostro settore, una garanzia di eccellenza che attesta l’adozione di processi produttivi avanzati, controlli accurati e pratiche etiche nella raccolta e lavorazione del plasma.
Quali sono le sfide più grandi che Kedrion affronta nel settore della donazione di plasma e come le affrontate?
Una delle sfide principali è la vulnerabilità della catena di approvvigionamento, che dipende dalla disponibilità di donatori. Per affrontarla, Kedrion ha costruito una rete solida di circa 80 centri di raccolta plasma, di cui la maggior parte si trova negli Stati Uniti, ma anche in Repubblica Ceca. Inoltre, collaboriamo attivamente con autorità sanitarie e associazioni di settore per promuovere la cultura della donazione e garantire un accesso equo e sostenibile alle terapie plasmaderivate.
In cosa consiste il progetto MAPPA che sostenete? E su quali progetti di ricerca state lavorando al momento?
Il progetto MAPPA (Monitoraggio e Analisi dei Percorsi dei PAzienti con Immunodeficienze Primitive) è un’iniziativa che mira a migliorare la conoscenza e la gestione delle Immunodeficienze Primitive, promuovendo la raccolta di dati concreti per comprendere i reali bisogni dei pazienti e trasformare le informazioni raccolte in strumenti concreti di cambiamento. Sul fronte della ricerca, Kedrion è impegnata nello studio di nuove proteine attraverso la proteomica e l’utilizzo delle frazioni di scarto del plasma, con l’obiettivo di sviluppare trattamenti innovativi per malattie rare e ultra-rare ancora prive di cure efficaci.
In che modo l’azienda promuove la sostenibilità e la responsabilità sociale nelle sue attività?
Nel 2024 Kedrion ha rafforzato il proprio impegno ambientale attraverso l’avvio di un Net Zero Plan e l’adesione all’iniziativa Science Based Targets (SBTi), per promuovere gli obiettivi in favore del clima. La responsabilità sociale è parte integrante della nostra identità: promuoviamo la cultura della donazione, investiamo nella formazione dei dipendenti e sosteniamo le comunità locali in cui operiamo, con l’obiettivo di generare un impatto positivo e duraturo.
Quali sono le strategie di Kedrion per espandersi sui mercati internazionali e affrontare le nuove esigenze del settore?
La nostra strategia di crescita si basa su due direttrici principali: il consolidamento nei mercati chiave e l’espansione in nuove aree geografiche. Investiamo in ricerca clinica, innovazione tecnologica e ampliamento della capacità produttiva per rispondere alla crescente domanda globale. Collaboriamo con governi e operatori sanitari locali per adattare le nostre soluzioni alle esigenze specifiche di ciascun territorio, mantenendo al contempo standard qualitativi elevati e uniformi.
Che obiettivi avete raggiunto nel 2024 e quali sono quelli che vi ponete per l’anno in corso?
Il 2024 è stato un anno di forte crescita: abbiamo raggiunto un fatturato di 1.578 milioni di Euro (+10% rispetto al 2023), con un EBITDA adjusted in aumento del 20%. Abbiamo rafforzato il nostro portfolio di Immunoglobuline in risposta alla crescente domanda globale di questi trattamenti e investito oltre 146 milioni di Euro in R&S, digitalizzazione e sviluppo dei centri plasma. Per il 2025 vogliamo continuare nel nostro percorso di crescita e sviluppo. Puntiamo a espandere ulteriormente la nostra capacità produttiva, aumentare la raccolta di plasma e consolidare la nostra presenza nei mercati strategici, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento globale nel settore biofarmaceutico.
Come vede il futuro del campo delle biotecnologie e quali sono le principali opportunità in ballo?
Il futuro del biofarmaceutico è ricco di opportunità, soprattutto nel campo delle terapie personalizzate e delle malattie ultra-rare. Kedrion intende giocare un ruolo da protagonista, investendo in tecnologie avanzate, intelligenza artificiale e nuovi approcci terapeutici. La nostra visione è costruire una piattaforma innovativa e sostenibile, capace di garantire l’accesso a terapie salvavita e di sviluppare soluzioni per pazienti ancora oggi senza alternative terapeutiche. In un mondo che cambia rapidamente, crediamo nel potere delle connessioni rare per trasformare la salute globale, un concetto che è anche al centro della nostra nuova identità visiva, recentemente lanciata, e che riflette il nostro impegno a unire scienza, umanità e innovazione.
Qual è il suo stile di leadership e quale visione guida il team Kedrion?
Da soli non si vince e, conseguentemente, i miei e nostri principi manageriali sono indissolubilmente legati al principio del team e al creare le condizioni affinché le persone possano esprimere il meglio di sé. Non credo in una leadership verticale, ma in una leadership che ascolta, che connette e che ispira. In un settore complesso come il nostro, dove ogni decisione può avere un impatto sulla vita di qualcuno, è fondamentale che ogni collaboratore senta il peso – e l’onore – della propria responsabilità.
La mia visione è quella di un’organizzazione in cui la competenza si accompagna al coraggio, e dove l’innovazione nasce dal confronto tra prospettive diverse. E soprattutto, credo nel valore dei nuovi talenti: giovani professionisti che portano idee fresche, energia e una visione diversa del futuro. In Kedrion, li accogliamo, li formiamo e li mettiamo nelle condizioni di crescere, perché saranno loro a guidare il cambiamento.
In Kedrion, non cerchiamo solo soluzioni: cerchiamo significato. E questo significato lo troviamo ogni giorno in quelle connessioni rare che costruiamo, tra persone, idee e territori. È lì che nasce la vera leadership.
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L’articolo Kedrion Biopharma, il Ceo Di Francesco: “Il futuro biofarmaceutico è ricco di possibilità” proviene da Associated Medias.

