di Carlo Longo
A Los Angeles crescono le tensioni dopo le operazioni federali contro i migranti irregolari. Tra proteste, arresti e l’intervento della Guardia Nazionale, la città è al centro di uno scontro politico e sociale
La città di Los Angeles è tornata ad essere teatro di forti tensioni sociali dopo i recenti blitz dell’Immigrazione e Dogane (ICE), che hanno
colpito soprattutto le aree a maggioranza latina. La situazione è degenerata nei pressi di un Home Depot a Paramount, dove oltre 30 agenti in assetto antisommossa, con maschere antigas e scudi, sono intervenuti per contenere i manifestanti.
Nonostante le dichiarazioni iniziali dello sceriffo della contea, secondo cui le forze dell’ordine erano presenti solo per mantenere la calma, la polizia è successivamente intervenuta con fermi e ha impiegato gas lacrimogeni per disperdere i presenti. Alcuni manifestanti sventolavano la bandiera messicana come segno di protesta contro le politiche migratorie federali.
Guardia Nazionale mobilitata nel cuore della metropoli californiana
Nelle prime ore del mattino, poco prima delle 4 ora locale, sono arrivati i primi reparti della Guardia Nazionale della California, dispiegati nel centro di Los Angeles. Secondo fonti ufficiali, circa 300 militari sono stati assegnati a tre aree strategiche della città, inclusa la zona del municipio. Il portavoce del governatore Gavin Newsom ha confermato l’operazione, specificando che la presenza militare è intesa come misura di contenimento per evitare escalation di violenze.
Nuove manifestazioni sono state annunciate nel pomeriggio, tra le 14 e le 16, con il rischio che la tensione continui a crescere nelle prossime ore.
Trump attacca Newsom e Bass: “Il governo federale farà il lavoro che loro non fanno”
Le tensioni sono state ulteriormente alimentate dalle dichiarazioni dell’ex presidente Donald Trump, che ha definito inefficace l’operato del governatore Gavin Newsom e del sindaco Karen Bass. Su Truth, Trump ha affermato che il governo federale “risolverà le rivolte e fermerà i saccheggiatori”, accusando le autorità californiane di incompetenza. Non è mancato il tono polemico, con Trump che ha utilizzato un nomignolo offensivo per riferirsi a Newsom, sottolineando la volontà di ristabilire l’ordine a ogni costo.
La replica di Newsom: “La Guardia è uno spettacolo politico. Evitate la violenza”
Il governatore democratico Gavin Newsom ha risposto direttamente all’escalation, sottolineando come l’invio della Guardia Nazionale non sia frutto di necessità operativa, ma di una manovra propagandistica. In un messaggio pubblicato su X (ex Twitter), ha invitato i cittadini a non cedere alle provocazioni e a protestare in modo pacifico, sottolineando la crudeltà e la disorganizzazione delle retate federali.
Newsom ha anche criticato la strategia del governo Trump, accusandolo di distruggere la fiducia nelle istituzioni, dividere le famiglie e danneggiare l’economia attraverso operazioni arbitrarie e prive di fondamento.
Avvertimento dal Pentagono: “Pronti a mobilitare anche i Marines”
A rendere la situazione ancora più delicata è intervenuto il segretario alla Difesa Pete Hegseth, che ha minacciato un’ulteriore escalation militare. Se le manifestazioni dovessero continuare con episodi di violenza, i Marines di Camp Pendleton potrebbero essere chiamati ad agire. Hegseth ha descritto le proteste come “azioni coordinate da gruppi criminali stranieri” e ha definito i disordini un rischio diretto per la sicurezza nazionale.
Quartieri latini in fermento: proteste e scontri con le autorità federali
Negli ultimi due giorni, numerosi residenti di quartieri a prevalenza ispanica hanno affrontato direttamente gli agenti dell’ICE, protestando contro le retate che stanno colpendo intere famiglie. Le tensioni tra la comunità latina e le autorità federali sono esplose in veri e propri scontri di strada, con un numero crescente di arresti e feriti. La situazione resta critica, e l’impegno della Guardia Nazionale rischia di accentuare lo scontro tra cittadini e istituzioni.
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