di Emilia Morelli
Oltre 300mila in piazza a Roma contro il massacro a Gaza. Conte, Schlein, Bonelli e Fratoianni uniti: “Meloni esca dal silenzio, stop alle armi a Israele, riconosca lo Stato di Palestina”
È un grido che attraversa Piazza San Giovanni, gremita da oltre 300mila persone: “Palestina libera, basta massacri”. Un corteo compatto e pacifico – ben oltre le attese – ha invaso il cuore di Roma per chiedere lo stop immediato alle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza. È la manifestazione dell’Italia che non tace, promossa dalle forze di opposizione e sostenuta da un’ampia fetta della società civile.
Sul palco ci sono tutti i principali leader del centrosinistra: Giuseppe Conte, Elly Schlein, Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni. Uniti, per una volta, davanti alla tragedia palestinese, e uniti contro l’immobilismo del governo Meloni.
“Genocidio” e “pulizia etnica”: la denuncia dei leader
Le parole sono pesanti e dirette. Conte parla apertamente di genocidio, Schlein di pulizia etnica. Bonelli accusa: “Netanyahu ha le mani sporche di sangue”. I numeri, ripetuti dal palco, gelano: oltre 60mila palestinesi uccisi, di cui oltre 15mila bambini.
Ma la condanna non è solo rivolta al governo israeliano. Il vero bersaglio politico è Palazzo Chigi. Conte attacca Meloni per aver sottoscritto un piano europeo di riarmo da 800 miliardi, anziché chiedere un embargo totale sulle forniture militari a Israele. “Questo massacro non può proseguire con i nostri soldi”, urla dal palco tra gli applausi.
Meloni, Salvini e Tajani nel mirino: “Complici e ipocriti”
Le accuse si allargano anche agli alleati di governo. Fratoianni definisce l’esecutivo “codardo e ipocrita”: “Come fate a dormire la notte? La vostra ipocrisia è complicità”. Bonelli rincara la dose: “Meloni si dice madre, ma mentre una mano ‘aiuta i bambini’, con l’altra arma Israele”. E attacca Salvini: “Hai stretto la mano a un criminale di guerra. Sei la vergogna d’Italia”.
La piazza: società civile, artisti, associazioni
Accanto ai partiti c’è un fronte vasto: Acli, Arci, volti noti come Fiorella Mannoia, Paola Turci, Nanni Moretti, e voci autorevoli come Rula Jebreal, Anna Foa, Gad Lerner, Luisa Morgantini. Tutti chiedono all’Italia una posizione chiara e netta: riconoscere lo Stato di Palestina, interrompere ogni collaborazione militare con Israele, e fare pressione sull’Unione Europea.
Dal palco arriva un messaggio forte anche al mondo della sinistra: “La gente vi vuole uniti”, ripetono più volte gli esponenti della società civile. Ed è proprio “unità” la parola più gridata dal corteo, che per un giorno riesce a tenere insieme anime spesso divise.
Schlein: “Meloni ascolti la piazza e riconosca lo Stato di Palestina”
A chiudere l’evento è Elly Schlein, per ragioni alfabetiche ma anche simboliche: “Il governo deve uscire dal silenzio complice. Non si delegittimino le corti internazionali. Serve un atto concreto: non rinnovare il memorandum militare con Israele e riconoscere lo Stato di Palestina. Anche i palestinesi hanno diritto a vivere in sicurezza. Questo non è il Paese che ci rappresenta”.
Il referendum sullo sfondo: “Domenica andiamo a votare”
A fine giornata, tra applausi e bandiere, Fratoianni prende di nuovo la parola: “Abbiamo dimenticato una cosa. Domenica si vota”. Un richiamo al referendum imminente, ma anche una scommessa su quanto questa piazza saprà trasformarsi in consenso politico duraturo.
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L’articolo Piazza San Giovanni si riempie per Gaza: “Il governo rompa il silenzio, basta complicità con Netanyahu” proviene da Associated Medias.

