di Emilia Morelli
Trump impone nuovi divieti per cittadini di 19 Paesi e blocca i visti per gli studenti stranieri diretti a Harvard, evocando la sicurezza nazionale
Donald Trump torna al centro dell’attenzione politica internazionale con una nuova serie di misure restrittive sull’immigrazione. In nome della “sicurezza nazionale”, il tycoon ha firmato un ordine che limita fortemente l’accesso negli Stati Uniti ai cittadini provenienti da 19 nazioni, tra cui Iran, Cuba, Venezuela e Afghanistan. A innescare la decisione sarebbe stato un recente episodio avvenuto a Boulder, Colorado, dove un cittadino egiziano ha lanciato molotov contro un corteo a sostegno degli ostaggi israeliani a Gaza. Nonostante l’Egitto non compaia nella lista nera, Trump ha sottolineato come l’evento dimostri la necessità di un controllo più rigoroso sull’ingresso di stranieri nel Paese.
Paesi ritenuti “a rischio”: una lista estesa nel nome dell’antiterrorismo
Tra i Paesi sottoposti al blocco totale figurano dodici nazioni che, secondo la nuova direttiva, rappresenterebbero una minaccia per la sicurezza americana. Afghanistan, Iran, Ciad, Libia, Somalia, Sudan e Yemen sono solo alcuni degli Stati i cui cittadini non potranno più accedere né con visti turistici né lavorativi. Altri sette Paesi, tra cui Cuba, Laos e Venezuela, subiranno limitazioni parziali. Trump ha giustificato il provvedimento sottolineando i rischi legati al terrorismo e l’impossibilità di verificare con certezza l’identità e le intenzioni di molti migranti provenienti da quelle aree. “Non possiamo permetterci di replicare ciò che è accaduto in Europa con gli attacchi di matrice islamica”, ha dichiarato.
Un déjà-vu del primo mandato: le somiglianze con il travel ban del 2017
Il provvedimento ricorda molto da vicino il famigerato “travel ban” voluto da Trump all’inizio del suo primo mandato, che fu oggetto di aspre critiche e di un lungo contenzioso giuridico. All’epoca la Corte Suprema ne bloccò parzialmente l’attuazione. Joe Biden, una volta entrato in carica nel 2021, aveva poi revocato quel divieto, definendolo “un’ombra sulla coscienza americana”. Ora Trump, nel pieno della sua nuova corsa alla presidenza, tenta di riproporre misure simili ma con un impianto ancora più ampio.
Le eccezioni previste: chi potrà ancora entrare negli USA
Nonostante la portata delle restrizioni, il piano prevede diverse eccezioni. I titolari di green card, i cittadini con doppia nazionalità (una delle quali americana) e i familiari stretti di cittadini statunitensi potranno comunque accedere al territorio americano. Via libera anche per rifugiati riconosciuti, e per afghani e iraniani che dimostrino di aver collaborato con gli Stati Uniti negli ultimi vent’anni o di essere vittime di persecuzioni religiose. Inoltre, sportivi professionisti e i loro entourage potranno beneficiare di esenzioni, in vista di grandi eventi internazionali come il Mondiale per club del 2025 e i Mondiali di calcio del 2026.
Harvard nel mirino: stretta sui visti per gli studenti internazionali
Nel mirino di Trump finisce anche Harvard. Il provvedimento firmato dall’ex presidente prevede il blocco dei visti per i nuovi studenti stranieri intenzionati a iscriversi all’università di Cambridge. Secondo l’amministrazione, il provvedimento è motivato dalla necessità di impedire l’accesso negli USA a soggetti che usano l’istruzione come pretesto per aggirare i controlli migratori. Harvard ha reagito con forza, definendo la misura “un attacco ai diritti costituzionali” garantiti dal Primo Emendamento e ha promesso di continuare a tutelare i suoi studenti internazionali.
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