di Redazione

Oltre 500 mila i visitatori che hanno varcato la soglia di Palazzo Reale a Milano e Palazzo Bonaparte a Roma per “Munch. Il grido interiore”

Munch. Il grido interiore è “la mostra più visitata in Italia” nel 2024/2025. Sono stati oltre 500 mila i visitatori che hanno raggiunto Palazzo Reale a Milano e poi Palazzo Bonaparte di Roma, rispettivamente 276.805 e 259.476. Un totale, insomma, da record per la mostra organizzata da Arthemisia, rivelatasi un successo anche in termini di apprezzamento da parte del pubblico.

«Il successo per me è leggere le parole commosse dei visitatori, osservare le persone che si stupiscono e piangono davanti alle opere, sapere che il nostro lavoro serve a tante persone per imparare, condividere e per conservare nel cuore un ricordo eterno. Questo è ciò che mi restituisce il senso del nostro lavoro», ha dichiarato Iole Siena, presidente di Arthemisia. «Siamo davvero lieti che questo secondo, importante progetto espositivo realizzato a Palazzo Bonaparte a Roma da Arthemisia con la nostra Fondazione come main partner, abbia ottenuto un apprezzamento così ampio e diffuso, e onorati dell’attenzione ricevuta dal Presidente Mattarella e dalla Regina Sonja di Norvegia – afferma Alessandra Taccone, presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale – la mostra di Munch, pittore eccelso ma fino ad oggi poco esposto in Italia, ha consentito ai molti visitatori di conoscere a tutto tondo la poetica di questo artista, famoso in tutto il mondo per il celebre L’urlo ma autore prolifico anche di splendide opere meno crude e crepuscolari».

Allestita grazie alla collaborazione del museo Munch di Oslo, l’esposizione dedicata al maestro dell’inquietudine Edvard Munch ha attratto anche più di 200 mila turisti stranieri. Tra gli elementi più attrattivi della mostra, la possibilità di ammirare da vicino cento capolavori iconici del grande pittore norvegese, un prestito senza precedenti proveniente direttamente dal Museo Munch di Oslo. Ma non solo, perché Munch mancava in Italia da decenni e ha stupito anche la partecipazione italiana. Sono stati oltre 320 mila i visitatori e più di 3.500 le classi, dai licei alle scuole medie fino alle elementari, che hanno visitato la mostra a cura di Patricia G. Berman, una delle più grandi studiose al mondo dell’artista, con la collaborazione scientifica di Costantino D’Orazio. Un numero che contribuisce ad affermare la rassegna come la più visitata in Italia.

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