di Redazione

Dal 2005 al 2008 è stato alla guida di Radio24, l’emittente radiofonica del Sole 24 Ore, dove ha condotto Viva Voce e negli ultimi anni, ha continuato a offrire il suo sguardo critico e mai banale sull’attualità fondando InPiù, un sito di commenti e opinioni di cui è stato direttore e opinionista. Una piattaforma che ha saputo coniugare approfondimento e rapidità, mantenendo un tono alto e riflessivo anche nell’era della comunicazione accelerata.

 

 

Si è spento nella notte, a 83 anni, il giornalista Giancarlo Santalmassi, figura storica e autorevole del panorama dell’informazione italiana. Era ricoverato presso la clinica Quisisana di Roma. Professionista dal tratto sobrio e incisivo, Santalmassi ha attraversato oltre mezzo secolo di storia del giornalismo, lasciando un’impronta inconfondibile nei telegiornali, nella radio, nei talk show e più recentemente anche nell’informazione online.

>La sua carriera comincia nel 1961 alla Rai, dove ha lavorato per il Tg2, divenendo uno dei volti più noti del servizio pubblico. Fu proprio lui il primo giornalista a condurre il telegiornale, aprendo una nuova stagione nel modo di raccontare l’attualità in TV, con uno stile asciutto, diretto, attento alla veridicità e all’equilibrio dell’informazione. Nel corso degli anni ha guidato Radio Rai, dando vita a Zapping, una delle trasmissioni di approfondimento più innovative del servizio pubblico, capace di raccogliere e rilanciare il dibattito politico e culturale del Paese.
Dal 2005 al 2008 è stato alla guida di Radio24, l’emittente radiofonica del Sole 24 Ore, dove ha condotto Viva Voce, un talk show che ha mantenuto intatta la sua cifra stilistica: spazio al confronto, attenzione ai temi caldi dell’economia e della politica, senza mai cedere alla superficialità.Negli ultimi anni, Santalmassi ha continuato a offrire il suo sguardo critico e mai banale sull’attualità fondando InPiù, un sito di commenti e opinioni di cui è stato direttore e opinionista. Una piattaforma che ha saputo coniugare approfondimento e rapidità, mantenendo un tono alto e riflessivo anche nell’era della comunicazione accelerata.
La sua scomparsa lascia un vuoto nel giornalismo italiano. Santalmassi è stato un testimone lucido del cambiamento dei media e della società, ma soprattutto un professionista che ha sempre cercato di andare oltre il rumore, per restituire ai cittadini strumenti di comprensione e giudizio.
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