di Mario Tosetti
Mosca respinge la proposta ucraina di cessate il fuoco incondizionato. A Istanbul si discute solo dello scambio di prigionieri. L’Ue prepara nuove sanzioni sul petrolio russo
Nonostante le attese, il secondo round di colloqui tra Russia e Ucraina a Istanbul si è concluso senza un’intesa sul cessate il fuoco. Lo ha confermato il team negoziale ucraino, che ha denunciato il rifiuto da parte della delegazione russa di accettare una tregua immediata e incondizionata. L’incontro, durato poco meno di due ore, ha prodotto soltanto nuovi progressi sul fronte dello scambio di prigionieri, ricalcando l’esito interlocutorio del primo round svoltosi tre settimane fa.
Kiev propone una tregua di 30 giorni e un vertice Zelensky-Putin
Il ministro della Difesa ucraino, Rustem Umerov, ha spiegato che Kiev si è presentata al tavolo con tre obiettivi chiave: una tregua di un mese senza condizioni preliminari, il rilascio dei prigionieri di guerra e un incontro diretto tra Volodymyr Zelensky e Vladimir Putin. Tuttavia, l’unico risultato concreto riguarda lo scambio di detenuti. In parallelo, il presidente Zelensky – intervenuto dal vertice dei Paesi del Nord a Vilnius – ha confermato che è in preparazione una nuova operazione per il rilascio di prigionieri ucraini, includendo anche una richiesta formale alla Russia per la restituzione di “centinaia di bambini” deportati.
La controproposta russa: tregua limitata e restituzione delle salme
Secondo quanto riportato dall’agenzia russa Ria Novosti, la Russia ha proposto un cessate il fuoco di breve durata – due o tre giorni – limitato ad alcuni settori del fronte. Il capo negoziatore di Mosca, Vladimir Medinsky, ha annunciato l’accordo per uno scambio umanitario che coinvolgerà prigionieri gravemente feriti, malati e giovani sotto i 25 anni. Inoltre, Mosca avrebbe accettato di consegnare nei prossimi giorni i corpi di circa 6.000 soldati ucraini caduti in battaglia.
L’Unione Europea studia nuove sanzioni: nel mirino petrolio e banche russe
Nel frattempo, a Bruxelles, l’Unione Europea si prepara a inasprire ulteriormente la pressione economica sulla Russia. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato l’avvio dei lavori per un nuovo pacchetto di sanzioni, il diciottesimo, che includerà misure mirate contro le entrate energetiche di Mosca, l’infrastruttura Nord Stream, il sistema bancario russo e un ulteriore taglio al tetto massimo del prezzo del petrolio. L’incontro con il senatore statunitense Lindsay Graham ha rafforzato l’asse transatlantico, sebbene all’interno del Partito Repubblicano permangano posizioni divergenti: Donald Trump, in particolare, resta scettico sull’efficacia di nuove sanzioni.
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