di Ennio Bassi
La nuova proposta statunitense per il cessate il fuoco di 60 giorni prevedrebbe il rilascio di nove ostaggi vivi

“Credo siamo sul punto di inviare un nuovo accordo preliminare sulla tregua a Gaza che, si spera, verrà consegnato più tardi oggi. Ho ottime sensazioni sul fatto che si arriverà a una risoluzione a lungo termine”. Lo ha annunciato l’inviato statunitense Steve Witkoff. Hamas ha riferito di aver “raggiunto con l’inviato Usa un’intesa di principio per un cessate il fuoco permanente”. Dall’altro lato, il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha definito “pura follia” l’ipotesi che Israele accetti un accordo parziale sulla liberazione degli ostaggi, avvertendo che non tollererà una simile decisione.
La nuova proposta Usa
La nuova proposta statunitense per un cessate il fuoco e un accordo sugli ostaggi tra Israele e Hamas prevedrebbe il rilascio di nove ostaggi vivi – uno in meno rispetto all’offerta precedente – e di 18 corpi di rapiti, secondo quanto riportato da diversi media israeliani, tra cui il Times of Israel. Intanto, continuano i raid israeliani su Gaza. Una serie di attacchi israeliani contro edifici residenziali nel campo profughi di Bureij, nel centro della Striscia di Gaza, ha ucciso 19 persone- Lo scrive Al Jazeera citando il ministero della Salute della Striscia, controllato da Hamas.
Smotrich: “non permetterò che si accetti un accordo parziale sugli ostaggi”
Il ministro delle Finanze israeliano ed esponente dell’estrema destra Bezalel Smotrich ha dichiarato che sarebbe “pura follia” per Israele accettare un accordo parziale sugli ostaggi e avverte che non tollererà una simile mossa, dopo che l’inviato speciale Usa Witkoff ha dichiarato di avere “buone sensazioni” riguardo alla nuova proposta per la tregua. Dichiarando che Hamas è stato “sottoposto a una pressione enorme”, Smotrich ha chiesto a Israele di “continuare a stringere il cappio al collo e costringere” i miliziani palestinesi “a un accordo di resa totale”.
Le sue dichiarazioni sembrano suscitare l’ira della coalizione, infatti il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha affermato che Israele dovrebbe prendere decisioni su eventuali accordi sugli ostaggi “in base agli interessi nazionali, e non in base a pressioni e minacce politiche”.
Ambasciatore palestinese piange all’Onu: “Troppi bambini morti”
Ieri l’ambasciatore palestinese all’ Onu, Riyad Mansour, è scoppiato a piangere davanti all’ Assemblea generale delle Nazioni Unite. Nel suo discorso ha descritto le sofferenze “insopportabili” dei bambini di Gaza. Mansour ha quindi parlato delle condizioni disumane nelle quali vivono i palestinesi nella Striscia, in un crescendo di emozione culminato in lacrime quando ha parlato dei bambini che muoiono di fame a causa del blocco imposto da Israele e da poco allentato in misura non sufficiente alle esigenze della popolazione. “Ho dei nipoti… So cosa significa per le loro famiglie”, ha detto Mansour, con la testa tra le mani parlando delle famiglie palestinesi che perdono i figli piccoli a causa della fame oppure a causa di attacchi “devastanti” come quello che venerdì scorso a Khan Yunis ha ucciso 9 dei 10 figli della dottoressa Alaa.
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