di Emilia Morelli
Per la prima volta, Berlino prende le distanze da Israele. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz condanna le operazioni militari nella Striscia di Gaza e chiede il rispetto del diritto internazionale
Un evento inedito scuote la diplomazia europea: il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha pubblicamente criticato le azioni di Israele nella Striscia di Gaza. È una presa di posizione senza precedenti, considerando l’impegno storico della Germania a supportare incondizionatamente Tel Aviv, anche in nome della responsabilità per l’Olocausto. Eppure, secondo Merz, le attuali operazioni israeliane hanno superato il limite tollerabile.
Merz: “Non è più giustificabile colpire i civili”
Durante un intervento ufficiale, il leader cristiano-democratico ha espresso con chiarezza il suo dissenso. “Coinvolgere la popolazione civile in modo così esteso non è più compatibile con la giustificazione della lotta contro Hamas”, ha affermato. Ha inoltre dichiarato di non comprendere più gli obiettivi dell’esercito israeliano nella regione. Il riferimento, seppur non esplicitato, sembra essere all’attacco a una scuola rifugio che ha causato decine di vittime. Per Merz, si tratta di “una tragedia umana e una catastrofe politica”.
Dialogo teso ma costruttivo con Israele
Il cancelliere ha confermato di essere in contatto diretto con il governo Netanyahu. Secondo fonti vicine all’esecutivo tedesco, Merz avrebbe già espresso preoccupazioni dirette, invitando il primo ministro israeliano a non “esagerare” nelle operazioni militari. Il cambiamento di tono da parte di Berlino non è frutto di un’uscita estemporanea, ma riflette una nuova linea strategica condivisa da tutto il governo e dalla CDU.
Wadephul: “Il sostegno a Israele non è cieco”
Anche il ministro degli Esteri Johann Wadephul ha recentemente sottolineato che il diritto di Israele a esistere non implica il silenzio di fronte a violazioni del diritto umanitario. Wadephul ha ribadito la necessità di fermare deportazioni da Gaza e di evitare politiche che causino fame tra la popolazione civile. Nei giorni scorsi, Berlino ha intensificato i colloqui con Tel Aviv, e alcuni segnali di apertura sugli aiuti umanitari sono già emersi, anche grazie alla diplomazia tedesca.
L’asse europeo si divide, ma Berlino mantiene la linea
Nonostante le crescenti pressioni da parte di Paesi europei come la Spagna, la Germania ha confermato la sua opposizione alla sospensione degli accordi commerciali tra l’UE e Israele. Allo stesso modo, l’ipotesi di un embargo sulle armi è stata respinta da Berlino. Tuttavia, ciò non esclude una crescente fermezza nelle critiche: la posizione tedesca si fa più chiara, più autonoma e sempre più orientata alla tutela dei diritti umani.
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