di Emilia Morelli

Il centrosinistra conquista Genova e Ravenna al primo turno e parte in vantaggio nei ballottaggi a Taranto e Matera. L’unità della coalizione si conferma decisiva

comunaliLe elezioni comunali confermano una significativa inversione di tendenza a favore del centrosinistra. Nei quattro capoluoghi chiamati al voto, due – Genova e Ravenna – sono stati conquistati già al primo turno, mentre a Matera e Taranto i candidati progressisti si presentano in testa in vista del secondo turno. A emergere è una lezione politica chiara: l’unità della coalizione è l’elemento determinante per battere il centrodestra.

Genova: la sorpresa Salis unisce il campo largo e vince

A Genova si consuma la vittoria simbolicamente più rilevante. Silvia Salis, ex atleta e vicepresidente vicaria del CONI, sbaraglia la concorrenza con oltre il 52% delle preferenze, superando nettamente il vicesindaco uscente Pietro Piciocchi, fermo al 43%. La sua candidatura, arrivata in extremis, ha ricompattato un centrosinistra lacerato da divisioni interne, dimostrando che anche una coalizione litigiosa può trovare una sintesi vincente se guidata da un nome credibile e aggregante.

Il successo di Salis ha trainato anche l’affluenza alle urne, cresciuta di otto punti rispetto al 2022, a testimonianza di una campagna elettorale vivace e partecipata. In conferenza stampa, la nuova sindaca ha sottolineato come la compattezza del fronte progressista sia stata decisiva per prevalere su una destra unita ma priva di un messaggio rinnovato.

Ravenna: Barattoni vince con largo margine

A Ravenna il risultato è ancora più netto. Alessandro Barattoni, sostenuto da una larga coalizione di centrosinistra, si impone con oltre il 58% dei voti, lasciando a distanza lo sfidante Nicola Grandi, che si ferma al 25%. Decisivo, anche qui, il contributo del Partito Democratico, primo partito con il 40,7%, favorito dal buon lavoro del sindaco uscente Michele De Pascale, ora presidente della Regione.

Il centrodestra ha pagato la frammentazione, con la Lega che ha sostenuto un proprio candidato, Alvaro Ancini, capace di sottrarre circa il 6% dei voti a Grandi.

 Taranto e Matera: vantaggi chiari, ma si decide al ballottaggio

Il centrosinistra parte favorito anche nei due capoluoghi dove sarà necessario il secondo turno. A Taranto, Pietro Bitetti, vicino al presidente della Puglia Michele Emiliano, ha ottenuto il 37% e affronterà Francesco Tacente, sostenuto dalla Lega, che ha raccolto il 25%. Il centrodestra ha pagato la dispersione, con Fratelli d’Italia e Forza Italia divisi sul nome di Luca Lazzaro, terzo con il 21%.

A Matera, la sfida sarà tra Roberto Cifarelli, espressione del centrosinistra (al 44%), e Antonio Nicoletti per il centrodestra (al 37%). Il Movimento 5 Stelle ha corso da solo anche qui, con l’ex sindaco Domenico Bennardi, che non ha superato il 9% e ha già annunciato che non darà indicazioni di voto per il ballottaggio.

Schlein e Renzi: la coalizione funziona quando è inclusiva

La segretaria del PD Elly Schlein ha celebrato il risultato come una conferma della strategia di apertura: “Quando siamo uniti, vinciamo. Questo è un dato oggettivo”. Ha poi ringraziato tutte le forze che hanno contribuito alle vittorie, invitando alla prosecuzione di un approccio inclusivo.

Anche Matteo Renzi, leader di Italia Viva, ha colto l’occasione per ribadire l’importanza dell’unità, lanciando una frecciata al PD per la sua esclusione dalla corsa alle regionali in Liguria dell’anno scorso: “Quando non ci sono veti, il centrosinistra vince”, ha dichiarato durante un’intervista televisiva.

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