di Carlo Longo
Elon Musk prende le distanze da Donald Trump e dalla politica statunitense. Ecco cosa ha dichiarato al Qatar Economic Forum e perché il suo focus torna su Tesla
Durante un’intervista al Qatar Economic Forum, Elon Musk ha dichiarato la sua intenzione di allentare il coinvolgimento nella politica americana, in particolare nel supporto a Donald Trump. Alla domanda su eventuali investimenti futuri in vista delle elezioni di midterm del 2026, il CEO di Tesla e X ha risposto con fermezza: «Farò molto meno. Ritengo di aver fatto abbastanza».
Il commento rappresenta un evidente passo indietro rispetto all’attivismo mostrato in passato, soprattutto durante la campagna presidenziale del 2024, quando Musk aveva sostenuto Trump con forza anche a livello economico. «Se un domani dovessi vedere un motivo valido per tornare a investire in politica, lo farò. Oggi non lo vedo», ha ribadito. Le sue parole segnano una netta rottura con l’ex presidente e lasciano intendere una volontà di uscire definitivamente dalla ribalta politica.
Tensioni con Trump e frizioni su dazi e politiche industriali
Le tensioni tra Musk e Trump non sono nuove. Negli ultimi mesi, sono emersi diversi contrasti, in particolare su temi come i dazi doganali. L’imprenditore sudafricano, a capo del progetto Doge, è diventato una figura divisiva, generando frizioni non solo con la Casa Bianca, ma anche all’interno dello stesso entourage repubblicano. L’idillio con il mondo MAGA sembra dunque essersi incrinato, anche a causa dei numerosi nemici che Musk si è creato all’interno dell’amministrazione.
Tesla in difficoltà: calo in Borsa e timori degli investitori
Parallelamente, Musk deve fare i conti con le crescenti preoccupazioni degli azionisti di Tesla. Da quando ha iniziato a esporsi maggiormente sul piano politico, le performance in Borsa dell’azienda automobilistica sono peggiorate, così come le vendite globali. Alcuni investitori avrebbero chiesto un suo ritorno a pieno ritmo alla guida dell’azienda, prospettando anche l’ipotesi di un cambio al vertice.
Tuttavia, Musk ha smentito categoricamente le indiscrezioni pubblicate dal Wall Street Journal, secondo le quali il consiglio di amministrazione di Tesla avrebbe considerato il suo allontanamento. «Sarò ancora qui tra cinque anni, a meno che non sia morto», ha dichiarato con tono ironico. Inoltre, ha cercato di rassicurare sulla salute del business, sottolineando che, sebbene le vendite siano deboli in Europa, in altri mercati globali l’andamento resta positivo.
Il boicottaggio dei Democratici e la svolta a destra dei clienti Tesla
Riguardo al calo delle vendite negli Stati Uniti, Musk ha ammesso di aver perso clienti progressisti, ma sostiene di averne acquisiti di nuovi in ambienti più conservatori. Questo spostamento del target demografico rispecchia il suo posizionamento politico degli ultimi anni, anche se ora sembra intenzionato a ridurre l’esposizione pubblica su questi temi.
Smentita ogni contatto con Putin: “Solo una videochiamata anni fa”
Infine, Musk ha voluto chiarire un’altra voce che circolava sulla stampa statunitense: il presunto contatto recente con Vladimir Putin. Il fondatore di Tesla ha smentito in modo categorico, specificando che l’unica interazione risale a una videochiamata di cinque anni fa. Nessun dialogo recente, dunque, con il presidente russo.
Una nuova fase per Musk: meno politica, più business
Con queste dichiarazioni, Musk sembra intenzionato a voltare pagina, lasciando alle spalle l’intensa stagione di attivismo politico. Una scelta che potrebbe coincidere con una strategia di riposizionamento più prudente, concentrata sul rilancio delle sue aziende piuttosto che sull’arena politica. Un cambiamento che certamente non piacerà a Trump e al suo movimento, ma che potrebbe rassicurare investitori e stakeholder di Tesla e SpaceX.
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