di Carlo Longo

Durante il Festival delle Regioni a Venezia, il Presidente Mattarella sottolinea la necessità di superare le disuguaglianze sanitarie e chiede una collaborazione leale tra Stato e Regioni per garantire il diritto alla salute in tutto il Paese

mattarellaIn occasione del Festival delle Regioni e delle Province autonome, tenutosi a Venezia, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un appello deciso a favore dell’equità nel sistema sanitario nazionale. Durante il suo intervento, il Capo dello Stato ha sottolineato l’urgenza di superare le profonde disparità tra i diversi servizi sanitari regionali, evidenziando come sia imprescindibile una reale cooperazione tra Stato e Regioni per assicurare il pieno esercizio del diritto alla salute, sancito dalla Costituzione.

Le parole del Presidente arrivano in un momento di tensione istituzionale, alimentata dalle recenti dichiarazioni della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha attribuito alle amministrazioni regionali la responsabilità per i tempi d’attesa nelle strutture sanitarie pubbliche.

Stato e Regioni: serve collaborazione istituzionale

Mattarella ha voluto ricordare che il principio di “leale collaborazione”, più volte richiamato anche dalla Corte Costituzionale, è fondamentale per il buon funzionamento dell’ordinamento repubblicano. Solo un dialogo costruttivo, rispettoso delle competenze reciproche, può infatti scongiurare il rischio di un’Italia frammentata e sempre più divisa tra Nord e Sud.

Il Presidente ha posto l’accento sul pericolo che l’autonomia differenziata, se non gestita con equilibrio, possa acuire le distanze tra territori già oggi segnati da profonde diseguaglianze. Un fenomeno tangibile è rappresentato dal cosiddetto “turismo sanitario”, che costringe molti cittadini del Sud a spostarsi al Nord per ricevere cure adeguate.

Sud in difficoltà: l’appello dei territori

Il disagio vissuto nel Mezzogiorno è stato ben rappresentato dal governatore della Puglia, Michele Emiliano, che ha sottolineato il ruolo strategico del Sud per il futuro del Paese, richiamando l’attenzione su questioni cruciali come la transizione ecologica, la digitalizzazione, la salute e l’inclusione sociale. Emiliano ha evidenziato come i territori meridionali debbano affrontare condizioni critiche, spesso senza le risorse necessarie, auspicando un sostegno concreto da parte delle istituzioni centrali.

Anche la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, ha fatto sentire la propria voce, evidenziando il dramma dello spopolamento giovanile: ogni anno circa 6.000 giovani lasciano l’isola in cerca di opportunità altrove, un dato che segnala chiaramente le difficoltà strutturali del territorio.

L’autonomia nella visione del Capo dello Stato

Sergio Mattarella ha poi chiarito il proprio pensiero sull’autonomia, affermando che essa può rappresentare un’opportunità se applicata nel rispetto dei principi costituzionali di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione. L’autonomia, ha ribadito, deve servire a migliorare l’efficienza amministrativa e legislativa, senza trasformarsi in uno strumento di diseguaglianza.

Nel suo discorso, Mattarella ha cercato di conciliare due visioni contrapposte: quella di chi, come il presidente veneto Luca Zaia, considera l’autonomia differenziata un obiettivo storico e necessario per rafforzare le competenze regionali, e quella di chi teme che essa possa compromettere l’unità sostanziale del Paese, alimentando nuovi squilibri sociali e territoriali.

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