di Mario Tosetti

Più di 100 morti a Khan Younis in nuovi attacchi aerei israeliani. Gaza devastata e sull’orlo della carestia. Trump in visita nella regione, ma la tregua appare lontana

gazaUn’altra notte di orrore nella Striscia di Gaza. Più di 100 persone sono state uccise da una serie di attacchi aerei israeliani sulla città di Khan Younis, nel sud del territorio. È la seconda notte consecutiva di bombardamenti intensi, che si aggiungono ai raid precedenti che avevano già provocato almeno 70 vittime, tra cui venti bambini.

Un cameraman dell’Associated Press ha documentato 10 attacchi nella notte tra mercoledì e giovedì, riportando scene drammatiche all’obitorio dell’ospedale Nasser. Alcuni corpi sono giunti in condizioni tali da essere irriconoscibili, con sacchi contenenti i resti di più persone.

Trump in Medio Oriente, ma ignora Israele

La nuova ondata di violenza coincide con la visita del presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Medio Oriente. Il leader americano è attualmente negli Stati del Golfo, ma ha scelto di non includere Israele nel suo itinerario. In molti speravano che la sua presenza potesse favorire un cessate il fuoco o la ripresa degli aiuti umanitari, ma finora non si registrano risultati concreti.

 Netanyahu: “Obiettivo distruggere Hamas”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che l’operazione militare si intensificherà nei prossimi giorni. Secondo il suo ufficio, le forze israeliane sarebbero pronte a entrare a Gaza con “grande forza” per completare la missione, ovvero la distruzione del movimento Hamas, considerato da Israele e da diversi paesi occidentali un’organizzazione terroristica.

Denuncia di Human Rights Watch: “Si rischia lo sterminio”

Human Rights Watch ha lanciato un grave allarme: il piano israeliano per occupare Gaza e sfollare centinaia di migliaia di civili si avvicina pericolosamente allo “sterminio”. L’organizzazione ha chiesto alla comunità internazionale di intervenire e condannare fermamente l’azione israeliana.

 Bilancio umano drammatico: 53.000 palestinesi uccisi

La guerra, iniziata con l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 in cui morirono 1.200 israeliani, ha portato alla morte di quasi 53.000 palestinesi, secondo il Ministero della Salute di Gaza. Da quando Israele ha interrotto il cessate il fuoco il 18 marzo, le vittime sarebbero almeno 3.000. La maggior parte delle persone uccise sono donne e bambini.

Hamas, che ha preso in ostaggio circa 250 persone il 7 ottobre, ne detiene ancora 58. Solo 23 di loro sarebbero ancora in vita, secondo le autorità israeliane.

Ospedali devastati: chiuso l’unico centro oncologico

L’Ospedale Europeo di Khan Younis, unico centro per le cure oncologiche nella Striscia, è stato reso inagibile dai bombardamenti. Secondo l’esercito israeliano, sotto la struttura era attivo un centro di comando di Hamas. Sei persone sono state uccise nell’attacco, e i 200 pazienti presenti sono stati evacuati gradualmente. Il direttore dell’ospedale ha riferito che sono in corso tentativi per riparare i danni e ripristinare almeno parzialmente i servizi sanitari.

Fame e blocco totale: Gaza sull’orlo della carestia

Dal 2 marzo, Israele ha bloccato completamente l’ingresso degli aiuti umanitari, compresi cibo e farmaci. Secondo l’Integrated Food Security Phase Classification, quasi mezzo milione di palestinesi sono a rischio morte per fame, mentre un milione sopravvive con risorse alimentari minime. Se il blocco non verrà rimosso, Gaza precipiterà in una carestia senza precedenti.

 Scontri anche in Cisgiordania: uccisa donna incinta

La violenza si estende anche alla Cisgiordania. Un miliziano palestinese ha sparato su un’auto israeliana, uccidendo una donna incinta di nove mesi. I medici sono riusciti a salvare il neonato, ora in condizioni gravi ma stabili. Il governo israeliano ha commentato l’episodio come esempio della necessità della repressione in corso nei territori occupati.

Smotrich: “Raderemo al suolo i villaggi palestinesi”

Il ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, ha invocato apertamente la distruzione di città e villaggi palestinesi in Cisgiordania. “Così come stiamo radendo al suolo Rafah e Gaza, dobbiamo fare lo stesso con i centri del terrorismo”, ha dichiarato, riferendosi al villaggio di Bruqin, dove un colono israeliano è stato ucciso mercoledì.

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