di Emilia Morelli
Il MES torna al centro della scena politica italiana. Salvini ribadisce il no, mentre l’Europa sollecita l’Italia ad approvare la riforma già firmata nel 2021
Il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) è tornato sotto i riflettori della politica italiana. Dopo un periodo di apparente disinteresse, il tema è riemerso con forza, spinto dalle crescenti pressioni provenienti da Bruxelles. Al centro della discussione il mancato via libera da parte dell’Italia alla riforma del MES, approvata nel 2021 ma ancora bloccata in Parlamento. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, si trova nuovamente al centro del dibattito, mentre la maggioranza di governo resta spaccata e fortemente ostile alla ratifica.
La posizione della Lega: “No al MES, restituiamo i 15 miliardi”
Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha rinnovato con fermezza la sua contrarietà al MES, ribadendo la storica opposizione del partito fin dai tempi del governo Monti. Per il vicepremier, l’Italia non trarrebbe alcun beneficio dalla riforma, soprattutto ora che il fondo viene percepito come uno strumento a favore delle banche, non dei cittadini. Salvini propone addirittura il rimborso della quota versata dall’Italia – circa 15 miliardi di euro – da destinare invece a riduzioni fiscali, investimenti pubblici e aumenti delle pensioni. La sua posizione contribuisce a tenere bloccata l’attuazione del trattato a livello europeo, dato che l’unanimità degli Stati membri è condizione essenziale per la sua piena operatività.
L’attacco dell’opposizione: “L’Italia sta perdendo credibilità”
Le critiche non si sono fatte attendere. Piero De Luca, deputato del Partito Democratico, ha attaccato duramente l’atteggiamento del governo, accusandolo di mettere a rischio la reputazione internazionale dell’Italia. Secondo l’esponente dem, la mancata ratifica rappresenta un’inadempienza grave, che isola il Paese e ostacola l’entrata in vigore di uno strumento utile per la stabilità del sistema finanziario europeo, in particolare del cosiddetto “backstop”, il paracadute destinato a tutelare i risparmiatori in caso di crisi bancarie.
Pressioni dall’Eurogruppo: Giorgetti pessimista, l’UE insiste
Durante l’ultima riunione dell’Eurogruppo a Bruxelles, l’argomento MES è tornato al centro dell’attenzione. Sebbene l’incontro fosse incentrato sulla salute del comparto bancario europeo, molti ministri hanno approfittato dell’occasione per esercitare nuove pressioni sul governo italiano. Il ministro Giorgetti, pur riconoscendo l’importanza del trattato, ha dichiarato di non essere fiducioso su una sua approvazione a breve da parte del Parlamento. La contrarietà del centrodestra, guidato dalla Lega ma condivisa in parte anche da Fratelli d’Italia e Forza Italia, resta un ostacolo rilevante.
L’intervento della Commissione Europea e dell’Eurogruppo
Anche la Commissione europea è tornata a esprimersi sul tema. Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione, ha ribadito l’urgenza di completare il processo di ratifica, pur sottolineando che il MES, essendo un accordo intergovernativo, non rientra nelle competenze dirette dell’istituzione. Più netto Paschal Donohoe, presidente dell’Eurogruppo, che ha avvertito: senza ratifica, il MES non potrà essere utilizzato per affrontare potenziali crisi bancarie, aumentando i rischi finanziari per l’intera Eurozona.
Il futuro del MES ancora incerto
Il destino del MES resta sospeso. Mentre l’Europa chiede coerenza e responsabilità, la maggioranza di governo italiana continua a difendere una posizione di netta chiusura. Il risultato è uno stallo che potrebbe compromettere la prontezza dell’Unione Europea nel rispondere a nuove emergenze economiche. Nel frattempo, il dibattito in Italia si polarizza ulteriormente, tra chi chiede pragmatismo e chi continua a evocare sovranità e scetticismo europeo.
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