di Mario Tosetti

Mosca propone una tregua di 30 giorni ma chiede come condizione la fine dell’invio di armi a Kiev. L’Unione Europea rifiuta e prepara nuove sanzioni in caso di mancato accordo

ucraina

La possibilità di una tregua temporanea tra Russia e Ucraina si scontra con una condizione imposta dal Cremlino: l’interruzione della fornitura di armi occidentali a Kiev. A chiarirlo è stato il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov, durante un’intervista alla rete americana ABC. Peskov ha ribadito che Mosca è pronta a considerare una pausa di 30 giorni nei combattimenti solo a fronte della cessazione del supporto militare ucraino. Inoltre, ha minimizzato l’efficacia delle sanzioni minacciate da Berlino, dichiarando che la Russia è ormai abituata a gestirle e ad attenuarne gli effetti.

L’Europa compatta contro le condizioni russe

La risposta dell’Unione Europea non si è fatta attendere. La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha chiarito che qualsiasi tregua deve essere completa e priva di condizioni, sottolineando come solo un cessate il fuoco incondizionato possa aprire la strada a negoziati di pace seri. Ha inoltre ribadito che l’UE manterrà alta la pressione diplomatica ed economica su Mosca, pronta ad attivare nuove sanzioni in caso di violazioni. Per Bruxelles, l’obiettivo rimane una pace duratura che garantisca sicurezza e stabilità al continente europeo.

Vertice a Kiev con i leader europei

Mentre a Mosca si celebrava la tradizionale parata del 9 maggio per commemorare la fine della Seconda Guerra Mondiale, a Kiev si riunivano i principali leader occidentali. Il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il premier polacco Donald Tusk hanno incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un vertice definito “congiunto”. L’incontro ha incluso anche partecipazioni da remoto, tra cui quella della premier italiana Giorgia Meloni, a conferma della compattezza del fronte occidentale.

Pressioni diplomatiche e moniti al Cremlino

Durante il vertice, i leader europei hanno ribadito con forza la condanna all’invasione russa e la richiesta di un’immediata cessazione delle ostilità. La coalizione dei “Volenterosi” – così è stata definita – ha chiesto una tregua di 30 giorni da attuare nelle prossime ore, sottolineando che ogni ritardo comporterebbe conseguenze economiche severe per Mosca. Finora, la Russia ha accettato solo brevi pause, come quella coincisa con le celebrazioni nazionali, ma ha respinto ogni proposta di tregua prolungata.

Un piano di peacekeeping europeo in discussione

Oltre alla questione del cessate il fuoco, si è discusso della possibile creazione di una missione europea di peacekeeping. Francia e Regno Unito, promotori dell’idea, hanno illustrato i progressi fatti nella costruzione di una coalizione multilivello, che potrebbe includere forze aeree, terrestri e navali. Questa forza, secondo Macron e Starmer, verrebbe attivata solo in caso di un futuro accordo di pace tra Kiev e Mosca, come parte di una strategia di stabilizzazione post-conflitto.

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