di Carlo Longo

Nel Giorno della Vittoria, Putin sorprende con un discorso sobrio: niente attacchi all’Occidente, focus sull’eroismo dell’Armata Rossa e omaggio al popolo cinese

putin Nel tradizionale discorso del 9 maggio tenuto durante la parata del Giorno della Vittoria, Vladimir Putin ha sorpreso per la sua retorica insolitamente moderata. A differenza degli anni precedenti, il presidente russo ha evitato riferimenti diretti all’Occidente e ha scelto un tono più contenuto. Nessuna accusa esplicita, nessun richiamo incendiario: solo un monito contro la falsificazione storica e la rivalutazione dei carnefici del passato. Un segnale che sembra rivolto più al palcoscenico internazionale che al pubblico interno.

Un ricordo solenne dei caduti nella Grande Guerra Patriottica

L’occasione è stata significativa: l’80° anniversario della vittoria sul nazifascismo. Putin ha preferito concentrare l’attenzione sul ruolo decisivo dell’Armata Rossa durante la Seconda Guerra Mondiale, definita in Russia la Grande Guerra Patriottica. Ha reso omaggio agli eroi del passato – padri, nonni e bisnonni – celebrandone il coraggio e la fedeltà alla patria. Il suo intervento ha rievocato la missione di difendere la storia, l’identità e i valori tradizionali russi.

La guerra in Ucraina accennata appena

Solo brevemente il presidente ha fatto riferimento all’attuale conflitto in Ucraina, senza approfondire né espandere. In due frasi ha espresso l’orgoglio nazionale verso i soldati impegnati nell’“Operazione militare speciale”, lodandone la determinazione e la forza morale. Un approccio misurato che si discosta dalle usuali invettive, forse per non incrinare i rapporti con i rappresentanti stranieri presenti, in particolare l’alleato strategico Donald Trump, assente ma ancora parte del dialogo a distanza tra Mosca e Washington.

Un filo rosso tra passato e presente

Putin ha comunque tracciato un collegamento tra il passato e il presente, sostenendo che la Russia continuerà a opporsi con fermezza a ideologie distruttive come il nazismo, la russofobia e l’antisemitismo. Ha affermato che la verità e la giustizia stanno dalla parte russa. A rafforzare questo messaggio simbolico, alle sue spalle sedevano vedove e familiari di soldati caduti in Ucraina, mentre nella parata marciavano anche veterani di quel fronte.

Xi Jinping e la centralità della Cina

Nel corso dell’evento, Putin ha riservato particolare attenzione al presidente cinese Xi Jinping, presente accanto a lui tra gli ospiti d’onore. Ha sottolineato il contributo del popolo cinese durante la Seconda Guerra Mondiale, definendolo esempio di eroismo. La presenza di un contingente militare cinese nella sfilata ha evidenziato l’intesa crescente tra Mosca e Pechino. Al termine della parata, Putin ha ringraziato personalmente i comandanti, riservando un gesto caloroso anche al rappresentante della Corea del Nord, altro alleato in ombra.

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