di Carlo Longo

Durante l’incontro con i candidati ai David di Donatello 2025, il presidente Sergio Mattarella sottolinea l’importanza sociale del cinema e chiede un’azione concreta per tutelare le sale e sostenere l’industria audiovisiva nazionale

mattarellaNel suo discorso alla vigilia dei David di Donatello 2025, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rivolto un accorato appello per la salvaguardia delle sale cinematografiche, minacciate da una progressiva chiusura che priva città e quartieri di preziosi luoghi di aggregazione. “Il cinema non è solo intrattenimento”, ha dichiarato, “ma un’opportunità per incontrarsi, condividere e comprendere il nostro tempo”. Un richiamo forte a non piegarsi unicamente alle leggi del mercato, che spesso trascurano il valore culturale di questi spazi.

Collaborazione tra istituzioni e settore: una necessità urgente

Nel corso del tradizionale incontro al Quirinale con i candidati al prestigioso premio del cinema italiano, Mattarella ha sottolineato la necessità di una cooperazione costruttiva tra governo e industria cinematografica. Pur dichiarandosi inizialmente perplesso nel ricevere un premio speciale — riconoscimento conferito anche ai suoi predecessori — il Capo dello Stato ha ribadito il ruolo del cinema come strumento di identità e coesione sociale. Alla cerimonia erano presenti anche il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il sottosegretario Gianmarco Mazzi.

Norme inadeguate e rischio disimpegno estero: il nodo da sciogliere

Mattarella ha richiamato l’attenzione su un quadro normativo incerto che penalizza soprattutto le produzioni indipendenti e gli autori emergenti. Tali criticità rischiano di allontanare le produzioni internazionali tornate in Italia grazie a incentivi e infrastrutture avanzate. Secondo il presidente, è indispensabile che le istituzioni intensifichino il dialogo con gli operatori del settore per evitare un ulteriore impoverimento del tessuto creativo nazionale.

La serata tra ironia pungente e tensioni politiche

La cerimonia, condotta come da tradizione da Geppi Cucciari, si è distinta per il tono brillante e le battute sagaci, spesso rivolte anche agli esponenti del governo. Il ministro Giuli ha risposto con ironia, ma le reazioni nel pubblico politico sono state perlopiù contenute. Durante il suo intervento, Giuli ha difeso il decreto correttivo sul Tax Credit come risposta concreta alle richieste del settore. Tuttavia, molti rimangono scettici.

La voce degli artisti: Elio Germano e la critica al governo

A margine dell’incontro, l’attore Elio Germano ha espresso perplessità sulle parole del ministro Giuli, lamentando una mancanza di dialogo autentico con la categoria. “Il cinema è in difficoltà”, ha dichiarato, “e servono competenze, non nomine politiche”. Germano ha anche ricordato che l’industria cinematografica rappresenta un valore economico concreto per il Paese, con un significativo ritorno fiscale per ogni euro investito.

Il cinema italiano tra crisi e speranza

Il David di Donatello 2025 si è trasformato in una piattaforma per discutere il futuro del cinema italiano. Tra celebrazioni e premi alla carriera — come quelli a Pupi Avati e Giuseppe Tornatore — è emersa una riflessione collettiva sul ruolo sociale e culturale del cinema. In un’epoca dominata dalla velocità e dalla confusione, come ha detto lo stesso Mattarella, “il cinema ci aiuta a capire la realtà”. Una funzione che, oggi più che mai, merita protezione e visione strategica.

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