di Carlo Longo
Trump taglia le sovvenzioni a Harvard e introduce nuove restrizioni sulla ricerca biologica. Obiettivo: sicurezza sanitaria, politica anti-woke e controllo accademico
L’amministrazione guidata da Donald Trump ha annunciato la sospensione dei finanziamenti federali all’Università di Harvard, una delle istituzioni accademiche più prestigiose e benestanti del mondo. La decisione rientra in una strategia più ampia che mira a contrastare la cultura “woke” e le proteste filo-palestinesi, fenomeni che, secondo l’esecutivo, minano l’autorità accademica e il rispetto della legge nei campus universitari americani.
La misura è stata comunicata in una lettera inviata al rettore Alan M. Garber dalla Segretaria all’Istruzione, Linda McMahon. Il testo critica severamente Harvard per la presunta mancanza di trasparenza, l’inefficacia nella gestione e l’opposizione alle linee guida federali. Attualmente, sono stati congelati 2,2 miliardi di dollari di fondi, mentre ulteriori 9 miliardi sono oggetto di revisione.
McMahon accusa Harvard di fallimento etico e gestionale
Nel documento pubblicato online, Linda McMahon afferma che l’università di Cambridge non riceverà più borse di studio o sovvenzioni da parte del governo. Harvard è accusata di non rispettare gli standard legali ed etici imposti dallo Stato e di rifiutare il controllo federale su temi cruciali come le ammissioni, le assunzioni e l’orientamento politico. “La fine dei finanziamenti – ha dichiarato – è un atto necessario per ristabilire integrità e responsabilità nel mondo accademico”.
Stop alla ricerca gain-of-function: nuova stretta sulla bioingegneria
In un’altra mossa significativa, Trump ha firmato un ordine esecutivo che introduce rigide limitazioni alla cosiddetta ricerca gain-of-function — pratiche di laboratorio che mirano a potenziare artificialmente virus esistenti per studiarne il comportamento. L’obiettivo è prevenire nuovi disastri sanitari come quello del Covid-19, che per l’amministrazione sarebbe stato causato proprio da esperimenti di questo tipo, finanziati anche dagli Stati Uniti e condotti in Cina, presso il laboratorio di Wuhan.
L’ordine prevede la cessazione dei fondi per progetti esteri che manipolano geneticamente agenti patogeni. Secondo Trump, il rischio di incidenti è troppo elevato rispetto ai potenziali benefici scientifici. La nuova politica intende rafforzare la biosicurezza nazionale, interrompendo ogni collaborazione con centri di ricerca ritenuti non conformi agli standard di sicurezza.
Un cambio di rotta anche sull’aborto farmacologico
Nonostante la sua nota posizione antiabortista, l’amministrazione Trump ha sorpreso l’opinione pubblica sostenendo, attraverso il Dipartimento di Giustizia, l’archiviazione di una causa che mira a ridurre drasticamente l’accesso alla pillola abortiva Mifepristone. Questo allineamento con la linea dell’amministrazione Biden potrebbe rappresentare un segnale strategico volto a evitare una polarizzazione eccessiva su un tema già profondamente divisivo.
Tra sicurezza e ideologia: la nuova agenda trumpiana
La stretta sui fondi universitari, la regolamentazione della ricerca sui virus e la posizione cauta sull’aborto riflettono una strategia politica che mescola conservatorismo ideologico e attenzione alla sicurezza nazionale. Con questi provvedimenti, Trump intende riaffermare il controllo statale su istituzioni considerate troppo autonome e riportare al centro della scena temi che galvanizzano la sua base elettorale: patriottismo, disciplina e ordine.
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