di Redazione
La notizia, anticipata dai principali network statunitensi, è destinata a segnare, se confermata, il primo addio di peso nell’alveo del secondo mandato presidenziale del tycoon newyorkese
Un nuovo terremoto scuote l’amministrazione Trump: Mike Waltz, consigliere per la sicurezza nazionale del presidente, si appresta a rassegnare le dimissioni in seguito allo scandalo “Chatgate”. La notizia, anticipata dai principali network statunitensi,è destinata a segnare il primo addio di peso nell’alveo del secondo mandato presidenziale del tycoon newyorkese. Secondo quanto riportato da Cbs News, sia Waltz sia il suo vice, Alex Wong, avevano già manifestato l’intenzione di lasciare l’incarico. La Casa Bianca, al momento, mantiene il più stretto riserbo: “Non intendiamo anticipare alcuna comunicazione ufficiale”, ha dichiarato un portavoce, facendo intendere che presto potrebbe esserci una dichiarazione.
Waltz, ex deputato e figura centrale nelle dinamiche di sicurezza nazionale, si trova al centro di una controversia esplosa lo scorso marzo, quando Edward Felsenthal, direttore dell’Atlantic Magazine, rivelò di essere stato accidentalmente inserito in una chat riservata su Signal. In quella conversazione, riservata a membri di alto livello dell’amministrazione americana, si discutevano dettagli operativi sugli attacchi aerei contro obiettivi Houthi in Yemen, comprese tempistiche e piani d’azione. Una falla comunicativa che ha sollevato interrogativi sulla gestione della sicurezza interna alla Casa Bianca e sulla tenuta della catena di riservatezza.
Lo stesso Waltz, intervenuto all’epoca su Fox News, si era assunto “la piena responsabilità” per l’incidente, definendolo “profondamente imbarazzante”. Nonostante una prima difesa pubblica da parte di Trump, le pressioni politiche e mediatiche sono cresciute fino a rendere la sua permanenza insostenibile. Intanto, si apre ufficialmente il dossier sulla successione. Secondo quanto riferito da Politico, il nome in cima alla lista sarebbe quello di Steve Witkoff, attuale inviato speciale del governo, già protagonista dei delicati negoziati in corso con Russia, Iran e Hamas nella crisi di Gaza.
Intanto, è apparso significativo che in un’apparizione pubblica nel Rose Garden, Trump abbia elogiato membri del suo staff senza tuttavia menzionare direttamente Waltz. Ha speso parole di apprezzamento per Pete Hegseth, attualmente coinvolto nelle dinamiche di sicurezza e, secondo alcune fonti, presente anch’egli nella discussa chat su Signal, insieme al senatore Marco Rubio.
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