di Redazione
Nel segno di Avicenna. Il tema dell’edizione: “Società della conoscenza… Conoscenza della società”, riflette una profonda consapevolezza del legame tra produzione del sapere e bisogni sociali, in un momento in cui il mondo affronta sfide globali complesse che richiedono risposte culturali e intellettuali creative.
di Nidal Shoukeir *
Chi visita la capitale degli Emirati in questi giorni percepisce immediatamente il dinamismo e il fermento culturale che animano Abu Dhabi, grazie alla Fiera Internazionale del Libro. Questo evento è ormai diventato una componente essenziale dell’identità culturale della città, una colonna portante della sua agenda intellettuale e un appuntamento annuale imperdibile per gli amanti della parola scritta provenienti da tutto il mondo.
Durante i giorni della fiera, Abu Dhabi vibra di un’atmosfera unica, intrisa del profumo della conoscenza e dello spirito della diversità. L’evento continua ad affermarsi come una delle manifestazioni culturali più prestigiose, non solo a livello regionale, ma su scala globale.
Uno spazio vivo per la conoscenza e la pluralità
Giunta alla sua 34ª edizione, la fiera si distingue per la ricchezza dei contenuti e la coerenza organizzativa. La scelta di celebrare la cultura caraibica come ospite d’onore ha rappresentato una svolta significativa, diffondendo il calore e la vivacità delle culture caraibiche negli spazi dell’evento. Un messaggio chiaro dell’apertura e del pluralismo culturale che caratterizzano gli Emirati Arabi Uniti.
Il tema dell’edizione: “Società della conoscenza… Conoscenza della società”, riflette una profonda consapevolezza del legame tra produzione del sapere e bisogni sociali, in un momento in cui il mondo affronta sfide globali complesse che richiedono risposte culturali e intellettuali creative.
Anche la scelta di Avicenna, filosofo e scienziato celebre, come figura centrale di questa edizione, è altamente simbolica: riafferma il valore della ragione e della scienza come strumenti per contrastare l’oscurantismo e il pensiero estremista, rilanciando l’importanza dell’illuminismo nella costruzione di un futuro più umano ed equilibrato.
Il libro come ponte di dialogo, e la diplomazia culturale come potere strategico
Leonardo da Vinci diceva che “il grado più alto della cultura è sentire la propria umanità espandersi fino ad abbracciare tutti gli esseri umani.” È esattamente ciò che incarna la Fiera Internazionale del Libro di Abu Dhabi: non solo attraverso i suoi contenuti, ma anche nel suo valore simbolico. In un’epoca dominata da guerre e divisioni, questo evento culturale si presenta come un raggio di speranza, ricordandoci che il dialogo e la parola rimangono strumenti possibili, anche nei momenti più bui.
Nel mondo contemporaneo, dove le nazioni competono non solo con le armi, ma anche attraverso idee, immagini e narrazioni, gli Emirati Arabi Uniti si affermano come modello unico di potere intelligente. Un potere che fonde la solidità economica e tecnologica con l’influenza culturale e simbolica. In questo contesto, la Fiera del Libro non è soltanto un evento culturale, ma uno strumento strategico per costruire l’immagine dello Stato e rafforzarne la presenza culturale a livello globale.
Gli Emirati hanno compreso fin dall’inizio che il libro non è solo un contenitore di conoscenze, ma un ponte per il dialogo, un messaggio di apertura e un efficace strumento di diplomazia. Ogni edizione della fiera diventa così un investimento consapevole nell’identità globale degli Emirati e un contributo significativo al rafforzamento della loro posizione come riferimento culturale e umanitario di primo piano.
La cultura al centro del progetto nazionale emiratino
In questo contesto, è impossibile non sottolineare il ruolo fondamentale svolto da Sua Altezza lo Sceicco Mohamed bin Zayed, Presidente degli Emirati, nel porre la cultura al cuore del progetto nazionale moderno. Fin dall’inizio, lo Sceicco ha attribuito alla cultura un’importanza strategica, considerandola leva dello sviluppo, strumento per elevare l’essere umano e fondamento essenziale della civiltà. Grande ammiratore della frase del filosofo francese Antoine de Rivarol: “L’uomo senza cultura è come un albero senza frutti”, lo Sceicco ha fatto della cultura uno dei pilastri del soft power emiratino e un elemento chiave nella costruzione del “sogno emiratino”.
Oggi, la diplomazia culturale rappresenta uno dei più importanti elementi del potere intelligente degli Emirati Arabi Uniti, una sorta di scudo d’oro che contribuisce a definire la loro immagine internazionale. La Fiera del Libro di Abu Dhabi ne è la manifestazione più evidente: non più solo evento locale, ma piattaforma globale che esprime la visione emiratina della cultura come strumento di comprensione, dialogo e armonia tra tradizione e modernità.
In questo quadro, è doveroso riconoscere il ruolo pionieristico del Centro per la Lingua Araba di Abu Dhabi, i cui operatori lavorano instancabilmente per rendere la fiera un pilastro del rinascimento culturale nazionale. Attraverso iniziative innovative, pubblicazioni di alta qualità e collaborazioni internazionali, il Centro ha saputo valorizzare la lingua araba come mezzo di comunicazione interculturale globale, portatrice di valori umani e culturali profondi, e ponte tra i popoli in un mondo incerto.
Un elogio speciale va anche al dott. Ali bin Tamim, Direttore Generale del Centro per la Lingua Araba di Abu Dhabi, che con dedizione e visione strategica si è imposto come figura centrale nella scena culturale araba e internazionale. Come ama ripetere, si considera uno dei “soldati culturali” dello Sceicco Mohamed bin Zayed. Grazie alla sua leadership, ha costruito solide relazioni con le principali istituzioni culturali del mondo, dall’UNESCO all’Institut du Monde Arabe di Parigi, a testimonianza del successo degli Emirati nel proiettare una brillante immagine culturale.
Sì, oggi possiamo affermare che la Fiera Internazionale del Libro di Abu Dhabi è diventata un modello vivente di diplomazia culturale come strumento strategico del potere intelligente emiratino. Non si tratta di un fenomeno temporaneo, bensì di un’esperienza matura e raffinata, che alimenta con sicurezza e determinazione il progetto civile della nazione.
In questo senso, Abu Dhabi non organizza semplicemente una fiera del libro… ma scrive, con ogni pagina, ogni idea e ogni incontro culturale, un nuovo capitolo della narrazione del potere intelligente di un Paese che ha posto la cultura al cuore del proprio progetto nazionale e del suo protagonismo globale.
*Professore di Comunicazioni Strategiche e Relazioni Governative
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L’articolo Nidal Shoukeir, La Fiera Internazionale del Libro di Abu Dhabi come Modello: la Diplomazia Culturale come Strumento del Potere Intelligente degli Emirati proviene da Associated Medias.

