di Carlo Longo

Durante una manovra d’emergenza per evitare un missile Houthi, un jet F/A-18 Hornet è precipitato in mare dalla portaerei USS Truman nel Mar Rosso. La minaccia yemenita non si arresta

portaereiUn jet militare statunitense F/A-18 Hornet, dal valore di circa 80 milioni di euro, è stato perso nel Mar Rosso dopo un incidente avvenuto a bordo della portaerei a propulsione nucleare USS Harry S. Truman. Il velivolo, in fase di trasporto sul ponte di volo, è stato trascinato fuori bordo insieme al trattore che lo trainava a causa di brusche manovre evasive della nave. Il pilota, presente a bordo del caccia, è riuscito a salvarsi con ferite lievi. Il tutto è avvenuto durante un’operazione di routine interrotta da un’allerta improvvisa.

Una manovra estrema per evitare un missile balistico

L’episodio è avvenuto nel contesto di un attacco missilistico condotto dai ribelli Houthi dello Yemen. Secondo quanto riportato dalla CNN, la Truman ha ricevuto segnalazioni radar di un missile balistico in avvicinamento, costringendo l’equipaggio a eseguire manovre di emergenza simili a quelle di un’imbarcazione leggera, ma con un colosso di 330 metri e 100.000 tonnellate. La nave ha effettuato zigzag ad alta velocità per eludere la traiettoria dell’ordigno, non guidato, ma capace di raggiungere velocità ipersoniche.

La crescente minaccia Houthi e la risposta americana

Il lancio di missili balistici contro unità navali rappresenta una preoccupante novità nel conflitto. I ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno elevato il livello della minaccia bellica, rendendo necessario un imponente dispiegamento di forze da parte degli Stati Uniti. La Truman, ammiraglia del gruppo navale americano, è ora affiancata da un’altra portaerei, la USS Carl Vinson, e supportata da sei bombardieri strategici B-2. Il costo delle operazioni finora ha superato i due miliardi di dollari.

Attacchi coordinati e perdite tecnologiche USA

Il missile balistico non è stato l’unico vettore impiegato nell’attacco. Prima del lancio, uno sciame di droni Houthi ha saturato le difese aeree della flotta, una tattica ormai frequente nel Mar Rosso. In totale, dal 15 marzo, i ribelli yemeniti hanno abbattuto sette droni da ricognizione MQ-9 Reaper, ciascuno dal valore di 30 milioni di dollari. Fonti ribelli affermano di aver recuperato tecnologia sensibile dai relitti.

Una campagna costosa e ancora incerta

Nonostante l’intensificazione della campagna militare voluta dal presidente Trump, con oltre 50 bombardamenti eseguiti in pochi giorni, gli Houthi continuano a dimostrare una sorprendente capacità offensiva. Le unità navali alleate, comprese quelle italiane impegnate nell’operazione europea a tutela della navigazione commerciale, sono ormai allertate costantemente. L’incidente sulla Truman rappresenta un nuovo campanello d’allarme per la sicurezza delle missioni navali nel Mar Rosso e mostra quanto il conflitto sia lontano dall’essere contenuto.

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